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Cosa mangiare quando fa freddo?

Logo D La Repubblica D La Repubblica 11/01/2017 di Maria Maccari

© Fornito da D La Repubblica Quando il termometro segna zero o meno zero, l’istinto suggerisce di darsi al comfort: caldo tepore casalingo, tè e tisane e comfort food, appunto. Il perché lo spiega la scienza antropologica: siamo mammiferi e come tali il nostro organismo deve mantenere una certa temperatura interna per poter funzionare al meglio. E quando fuori fa freddo reagisce cercando di non disperdere il calore, il che comporta un dispendio di energia, tanto che spesso la sensazione di fame che viene in certi momenti è da attribuirsi non tanto a vero appetito quanto all'abbassamento della temperatura corporea. Allora che fare? Mangiare di più? O diversamente rispetto alle solite abitudini? Abbiamo chiesto il parere a una nutrizionista, Samantha Biale, autrice del libro “Pausa pranzo perfetta – la dieta giusta quando mangi fuori casa”(edizioni Mondadori), proprio per capire come comportarsi, quando si è a casa o fuori, cosa privilegiare e se bere alcol possa aiutare o meno.

Alimentazione e freddo: come dobbiamo comportarci a tavola quando il termometro segna meno zero?

«Tutto dipende da quanto tempo passiamo fuori casa! Se camminiamo al freddo solo per brevi tragitti, le necessità caloriche dell’organismo non cambiano rispetto alle altre stagioni perché, comunque, la maggior parte della giornata si trascorre in posti riscaldati. Se, invece, la vita en plein air è più lunga, allora è possibile avere effetti positivi in termini di linea!».

Come reagisce il corpo al clima freddo?

«Stare al freddo fa aumentare il fabbisogno di energia perché una parte è impiegata per preservare la fisiologica temperatura del corpo. I brividi di freddo sono, appunto, contrazioni muscolari ritmiche che contribuiscono a trasformare il grasso bianco (quello di riserva) in grasso bruno, la cui funzione primaria è appunto generare calore. Non a caso, i ricercatori del Maastricht University Medical Center sono giunti alla conclusione che, per mantenere il peso sotto controllo, sarebbe utile abbassare il termostato di casa! Morale? Se siamo in perfetto perso-forma o sottopeso, è consigliabile rinforzare l’alimentazione, aggiungendo circa 200 calorie al giorno, altrimenti sfruttiamo il “winter power” per liberarci dei chili di troppo!»

Quali cibi privilegiare?

«Intanto è buona abitudine inserire nell’alimentazione quotidiana uno o due vasetti di yogurt con fermenti lattici “probiotici” dall’azione disintossicante e antinfiammatoria. Il consumo regolare consente un costante ‘ricambio’ dell’ecosistema intestinale da cui dipende anche il buon funzionamento del sistema immunitario che, in questa stagione, è sottoposto a superlavoro. Ma c’è di più. Uno studio condotto presso l'Università di Toronto ha dimostrato che l’assunzione di tre dosi di yogurt probiotico con Lactobacillus casei Shirota al giorno per due mesi non solo potenzia i batteri "buoni", ma riduce significativamente anche i sintomi di depressione e ansia grazie all’aumento dei livelli di triptofano nel cervello: una soluzione naturale e piacevole per chi, in questa stagione caratterizzata da poca luce solare, ha problemi con l’umore. Tra gli altri cibi che non dovrebbero mai mancare dalla tavola invernale ci sono formaggi come il grana o il parmigiano: 50 grammi apportano già il 30 per cento delle proteine necessarie in un giorno e forniscono cistina, un aminoacido importante contro i malanni di stagione. Tra i vegetali, in cima alla top ten invernale, ci sono kiwi, peperoni, arance, ribes e broccoletti ovvero le varietà più ricche di vitamina C: più ne mangiamo meglio è perché il fabbisogno stagionale di questa vitamina è maggiore!».

Cibo in chiave beauty: come preservare la pelle?

«Per “salvare la pelle” dalle aggressioni di freddo e vento, invece, bisogna puntare su spinaci e carote: il betacarotene, nell’organismo, si converte in vitamina A, essenziale per l’integrità di pelle e mucose. Attenzione: l’assorbimento di betacarotene è migliore quando le carote sono cotte perché la cottura ammorbidisce le fibre, rendendo questa pro-vitamina più assimilabile. Altra cosa importante è condirle con un filo di olio che ne agevola l’assimilazione (la vitamina A è una vitamina liposolubile)».

Bere bevande alcoliche aiuta o è solo un luogo comune?

«È solo un’illusione! L’alcol produce una notevole vasodilatazione periferica che dà un senso di riscaldamento fittizio e momentaneo: dopo poco tempo, l’abbassamento della temperatura corporea e la percezione di freddo sono ancora più fastidiosi».

Il brodo, tanto di moda soprattutto negli Stati Uniti, può servire?

«Di certo offre un piacere immediato se bevuto caldo, ma per il resto non ha benefici nutrizionali particolari».

Cosa mangiare quando sì è fuori casa, ad esempio in pausa pranzo?

«Nel mio libro “Pausa pranzo perfetta – la dieta giusta quando mangi fuori casa” (Mondadori)

 do molto spazio ai menù senza carne, per motivi etici e di salute. Ormai, quasi ovunque si trovano piatti a base di proteine vegetali e questa è proprio la stagione perfetta per concedersi un fumante piatto unico a base di legumi e cereali come pasta e ceci, orzo e lenticchie, risi e bisi. Ceci, fagioli, lenticchie, piselli e soia sono ricchi di proteine vegetali e minerali come ferro, potassio, fosforo, manganese, magnesio, ma anche di vitamine del gruppo B ad azione energizzante. Se li trovate in menù, risultano perfetti gli hamburger di soia o il  seitan. Lo spezzatino di seitan con verdure è delizioso e fa benissimo!».

Scegli tu!
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