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Danza: una disciplina dove corpo, cuore e spirito si sincronizzano

Logo OK Salute OK Salute 24/05/2022 Beatrice Foresti
danza © Fornito da OK Salute danza

Il danzatore e coreografo Maurice Béjart la descrisse come «una delle rare attività umane in cui l’uomo si trova totalmente impegnato: corpo, cuore e spirito. Per il bambino è importante quanto parlare, contare o imparare la geografia». La danza è una disciplina completa capace di riconnetterci con la nostra essenza e i suoi benefici sono dimostrati dalla scienza. Rilassa, aumenta la creatività e addirittura aiuta a superare condizioni quali ansia, depressione e insonnia. Ma ancor più, fa bene nella fase di crescita dei bambini. Scopriamo insieme perché.

I benefici della danza per i bambini

La danza è uno sport completo che combina divertimento ed esercizio fisico. Se praticata a partire dalla giovane età, oltre a restituire al corpo una forma tonica e armoniosa, aiuta a sviluppare il senso dell’equilibrio, la coordinazione e la flessibilità, insieme a una maggiore padronanza dello spazio e del ritmo, correlato al benessere e alla creatività. Come se non bastasse, attraverso gli esercizi alla sbarra e a corpo libero, fa sì che la postura si mantenga in assetto corretto e che rimedi ai piccoli difetti posturali che alcuni bambini sviluppano precocemente.

I benefici della danza non sono solo fisici, ma anche psicologici. «I bambini che danzano sono più organizzati e disciplinati, gestiscono meglio il proprio tempo, hanno obiettivi precisi e solitamente vanno bene a scuola perché la loro memoria è particolarmente attiva» spiega Ilaria Squassino, direttrice della scuola Danz’Asti ed ex ballerina al Teatro Regio di Torino.

Tra gli altri punti di forza della danza spiccano anche una maggiore autostima, l’educazione al rispetto delle regole e il significato di sacrificio nell’ottenimento di un risultato. Ma non è finita qui. Permette di vivere da vicino lo “spirito di gruppo”. Ogni attività svolta, dalla coreografia alle chiacchiere con i compagni in sala, fino al saggio di fine anno, è un momento di condivisione utile nella crescita e nella maggiore sicurezza in sé stessi. Può quindi essere considerata un’attività educativa a tutti gli effetti.

L’importanza del maestro di ballo

Colonna portante di questa disciplina è il maestro di ballo. Il suo ruolo, spesso difficile, è di educare all’ascolto e all’attenzione, senza rendere le lezioni troppo pesanti e severe. Silenzio e attenzione quando spiega i passi di danza, memorizzazione dei movimenti, regole di buon comportamento quando si è in gruppo. Durante un’ora di danza, il bambino si trova immerso in una vera e propria “palestra di vita”, in cui capisce principi e valori da applicare nella vita di tutti i giorni. «L’energia che il maestro riesce a creare all’interno della classe è molto importante, purtroppo spesso ci si dimentica che la danza è un’arte. Oltre a saper eseguire passi standardizzati, è importante che l’allievo ci metta del suo ed è questo che differenzia la danza da una qualsiasi ginnastica», continua la ballerina.

Quel che conta è la testa

La danza è espressione, la danza è linguaggio e tutti devono sentirsi liberi di comunicare. «Spesso accade che siano molto più incisivi allievi cosiddetti meno dotati fisicamente, perchè più predisposti a mettersi in gioco. Questo perché la testa è la dote migliore che un bambino possa avere. Con la testa giusta può arrivare molto più lontano di quanto immagina. Per la mia esperienza, mi sento di dire a genitori e figli che l’amore per la danza, come per gli altri sport, è il motore più forte in assoluto» conclude Squassino. 

La danza è adatta a qualunque età

La danza non ha età. Può essere svolta da piccoli, giovani o adulti. Tra i 3 e i 5 anni i corsi proposti sono propedeutici ed effettuati sotto forma di gioco. Di danza vera e propria si inizia invece a parlare in età scolare, a partire dai 6 anni, quando la struttura fisica inizia a svilupparsi. Dalla danza classica al corpo libero, dall’hip hop al latino-americano, esistono diversi corsi di ballo in base a origini, stili e preferenze.

Per un genitore, può essere un’opportunità per imparare a riconoscere attitudini e desideri del proprio figlio. Attenzione però, la scelta deve avvenire spontaneamente. Ogni bambino deve essere libero di avvicinarsi allo sport che più sente suo, per evitare che diventi un peso o un motivo di lamento.

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