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Quali sono i sintomi dell’autismo?

L’autismo è un disordine neuropsichico infantile che può comportare gravi problemi nella capacità di comunicare, di entrare in relazione con le persone e di adattarsi all'ambiente. È una patologia che si manifesta entro il terzo anno di età ed esiste come definizione solo da sessant’anni (la parola trae origine dal greco autòs, se stesso, e rende bene l’idea della solitudine, caratteristica della sindrome). Nell’immaginario collettivo gli autistici sono impenetrabili, persi in movimenti ripetitivi. Non è sempre vero: alcuni ragazzini riescono pian piano ad acquisire discrete capacità di linguaggio e qualche abilità sociale. Insieme all'autismo possono manifestarsi altre malattie concomitanti. Circa la metà dei bambini manifesta una disabilità cognitiva, mentre 3 su 10 epilessia. Alcuni, invece, soffrono di macrocefalia. Quali sono le cause? Nella grande parte dei casi l'autismo è causato da un disordine genetico, che si verificherebbe per motivi ancora sconosciuti durante i primi tre mesi della gravidanza. Il disordine nel Dna crea scompiglio in alcune aree cerebrali, in particolare danneggia il cervelletto, il ponte e i neuroni specchio, deputati a riconoscere le intenzioni delle persone che abbiamo di fronte. E da questo discende l’incapacità di interpretare le emozioni degli altri. Ma non c'è un solo gene dell'autismo perché questa patologia è multifattoriale. Ad esempio, ci sono variabili ambientali che possono alzare il rischio di sviluppare i disturbi dello spettro autistico: - l'età avanzata di uno e di entrambi i genitori: da 40 anni in su le probabilità aumentano; - infezioni della mamma durante la gravidanza: gli studiosi ipotizzano che all'origine ci sia una forte presenza di citochine, responsabili di un alto grado di infiammazione; - il basso peso alla nascita; - alcuni pesticidi: studi osservazionali hanno dimostrato che persone che per lavoro hanno un'esposizione ambientale costante ad alcuni pesticidi hanno un rischio più alto di avere figli con disturbi dello spettro autistico. Infondata, invece, la teoria secondo cui i vaccini potrebbero provocare l’autismo. Quali sono i sintomi? Disturbo della comunicazione: il paziente non parla, a volte perché non ne è capace, in altri casi perché non vuole, oppure si esprime solo con frasi secche. I bimbi autistici non sono in grado di usare neppure il linguaggio corporeo. Per esempio, il neonato non guarda negli occhi la mamma. E a cinque-sei mesi non risponde all’abbraccio. Quando è più grande, non sorride e non piange in risposta a eventi che provocano emozioni. Apparente sordità: il bambino non risponde ai richiami perché non sa interpretarli, quindi sembra che abbia un deficit dell’udito. Disturbo dell’interazione sociale: i bimbi autistici si isolano e non partecipano alle iniziative degli altri. Spesso non sono capaci di usare i giocattoli e hanno scoppi di rabbia o, in casi più limitati, di forte aggressività. Si dondolano da soli e mostrano comportamenti ripetitivi. Ritardo mentale: è presente in più del 50% dei casi di autismo. Epilessia: nei pazienti autistici si possono vericare alcuni episodi epilettici. Come si cura? Ci sono diverse terapie per i bambini con lo spettro autistico. Terapie psicologiche cognitivo-comportamentali: favoriscono l’autonomia dei bambini autistici, ma per ogni bimbo va creato un progetto educativo mirato, utilizzando ogni spiraglio che lui decide di mantenere aperto, come la musica o certi sport, a partire dal nuoto. Assunzione di acido folinico: i bimbi che soffrono di disturbi dello spettro autistico potrebbero migliorare le loro capacità di comunicazione verbale grazie all’assunzione di acido folinico, una particolare forma della vitamina B nota come folato. Preparare subito i genitori riduce i sintomi: secondo uno studio, intervenire sui genitori aiutandoli a comunicare con i loro bambini autistici sarebbe in grado di ridurre la gravità dei sintomi. Batteri buoni nell’intestino: stando ai risultati di uno studio americano, i ragazzi autistici che seguono una particolare terapia a base di antibiotici e farmaci per la pulizia intestinale e hanno un trapianto di microbioma o feci dimostrano un miglioramento dei sintomi, compresi quelli che riguardano le abilità sociale e le abitudini. Autismo: 10 domande per capire se tuo figlio ha questo disturbo Autismo: si può prevenire con gli integratori in gravidanza? Vaccini e autismo, Cassazione: “Non c’è alcuna correlazione” Autismo: quasi 9 casi su 10 sono genetici
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