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Arriva l’Inter, Allegri avvisa la Juve: “Non abbiamo ammazzato il campionato”

Logo La Stampa La Stampa 06/12/2018 GIANLUCA ODDENINO
Max Allegri © ANSA Max Allegri

Massimiliano Allegri, domani sera allo Stadium chi avrà più pressione tra Juve e Inter?

«Sarà una partita bella e importante: al netto della classifica, sarà una serata affascinante tra due squadre che insieme al Milan hanno fatto la storia del calcio italiano. Per noi è importante emotivamente, anche dal punto di vista tattico e tecnico: Inter e Napoli sono le antagoniste della Juventus».

A parte gli juventini, tutti quanti tifano Inter per vedere riaprirsi il campionato. Il rumore dei nemici lo stimola ancora di più?

«Mi lascia indifferente: noi dobbiamo proseguire il nostro percorso con molta calma. La Juve non ha ammazzato il campionato e poi il campionato va vinto, ma si vince a maggio e per farlo servono 30 vittorie. Che poi tutti tifino per l’Inter perché il Napoli possa avvicinarsi, è normale. Domani ci giochiamo una partita, mercoledì invece il primo posto in Champions: vedendo gli altri gironi è più importante a Berna contro lo Young Boys».

In Italia ci si accontenta di giocare per il secondo posto?

«No e infatti Ancelotti dice che il Napoli ha grandi chance di scudetto. Ci sono scontri diretti e la classifica si può accorciare o allungare. Da qui fino al 29 dicembre bisogna fare tanto e migliorare le prestazioni: a Firenze non abbiamo concluso come volevamo e l’unica situazione in cui diventiamo vulnerabili è quando spacchiamo la squadra».

La Juve ha Ronaldo, Pjanic e Dybala, ma in questa stagione non ha ancora segnato su punizione. Perché?

«Speriamo di farne, magari già contro l’Inter… A Firenze ne abbiamo avute tre importanti: bisogna aggiustare la mira e fare meglio».

Torna Emre Can?

«È tra i convocati, magari gli scappa di giocare un pezzo di partita. Anche perché Bentancur non sta bene, ha un problema alla schiena, e quindi devo valutare se farlo giocare titolare oppure cambiare il centrocampo».

Cancelo resta a sinistra con Alex Sandro fuori uso?

«Non lo so ancora. Lui e De Sciglio possono anche cambiare durante la partita, a Firenze hanno fatto bene».

Quali le differenze con Spalletti?

«In comune abbiamo solo la regione Toscana e presto la testa, visto che sto perdendo i capelli».

Il punto forte e il punto debole dell’Inter?

«Gioca sempre e tende ad allungarti. Hanno icardi, che davanti finalizza. Sono in continua crescita e hanno giocatori importanti, con un allenatore che ha sempre fatto bene. Hanno preso Asamoah, che è uno dei terzini più bravi in circolazione. I punti deboli? Dobbiamo metterli in evidenza».

Oggi è il compleanno di Andrea Agnelli, come è cambiato in questi cinque anni?

«Mi colpì subito e mi piacque perché è un decisionista, che è la dote migliore per un dirigente. Poi si cresce tutti con le esperienze e ora ha un’autorevolezza diversa rispetto al primo anno».

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