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Caos Napoli, Ancelotti è in bilico. Si pensa a Gattuso

Logo La Gazzetta dello Sport La Gazzetta dello Sport 2 giorni fa Mimmo Malfitano

È il momento della resa dei conti. Carlo Ancelotti l’ha detto, a brutto muso, ai suoi calciatori. Da domani sera, tutti in ritiro, senza se e senza ma. Un provvedimento, quello adottato dall’allenatore, che non ha ammesso repliche. Stavolta la decisione è stata sua e, volenti o nolenti, l’hanno dovuta accettare. Il malcontento s’è generato in men che non si dica e più di un calciatore s’è detto non d’accordo con la scelta del tecnico di andare in ritiro, perché non la ritengono necessaria per rimettere a posto le cose. Il gruppetto è quello solito, formato dagli stessi elementi che il 5 novembre scorso guidarono la squadra alla disobbedienza, a non rispettare l’ordine di Aurelio De Laurentiis che l’avrebbe voluta in ritiro. Quella sera accadde di tutto, dalla presa di posizione di Dries Mertens, il primo a lasciare il San Paolo, dopo la gara col Salisburgo per ritornare a casa, disertando il ritiro di Castel Volturno, al litigio che coinvolse Edo De Laurentiis, il vice presidente, nonché figlio del presidente, e Allan, uno dei sobillatori della rivolta. Nemmeno la mediazione di Cristiano Giuntoli servì a convincere i rivoltosi.

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Gattuso traghettatore

Il tentativo dei ribelli è stato respinto, in ogni modo, senza possibilità di replica. La fermezza di Ancelotti ha anche un altro motivo: la sua posizione è fortemente in discussione, Aurelio De Laurentiis sta pensando ad un eventuale presa di posizione, forte, se nelle prossime due gare (Udinese e Genk) non ci sarà un’inversione di tendenza. La sua decisone riguarderebbe l’esonero di Ancelotti e l’affidamento della panchina a Rino Gattuso, che è anche in contatto con la Fiorentina: Commisso l’avrebbe individuato per sostituire Montella se a breve non dovessero arrivare i risultati. All’ex allenatore del Milan verrebbe affidato il compito di traghettatore fino al termine della stagione. Poi, si discuterebbe sul futuro.

Obbligati

Nulla hanno potuto, i giocatori, di fronte alla determinazione del proprio allenatore. Già l’ammutinamento del dopo Champions League costerà loro, probabilmente, sanzioni salatissime. Disertare anche stavolta sarebbe stata la fine anticipata di un qualcosa che avverrà a fine stagione, quando Aurelio De Laurentiis provvederà a rifondare l’organico con parecchie partenze eccellenti. Stavolta sono valse a poco le recriminazioni dei vari Insigne, Allan, Mertens, Callejon: Ancelotti non ha voluto sentire ragioni e ha comunicato ai giocatori che il ritiro partirà da domani pomeriggio e proseguirà anche dopo la gara di Udine, verosimilmente, fino alla partita di Champions, l’ultima del girone, che si giocherà al San Paolo, il prossimo martedì.

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Tentativo estremo

Resta questo, probabilmente, l’ultimo tentativo per rimettere in piedi il campionato. Il disastro che si sta consumando in questo periodo, è qualcosa d’inaspettato, il Napoli si è trovato al centro di un marasma dal quale sta facendo fatica ad uscire. Al momento, è un tutti contro tutti, senza esclusione di colpi. Indiscrezioni che provengono dall’interno, raccontano di uno spogliatoio spaccato, di rapporti incrinati tra gli stessi giocatori, oltre che con l’allenatore. Per dirla in breve, il Napoli è una polveriera, che potrebbe esplodere da un momento all’altro se non subentreranno nuovi eventi a rasserenare gli animi. I silenzi di Aurelio De Laurentiis la dicono tutta sul suo stato d’animo, il presidente ha sentito i suoi collaboratori più stretti per fare un punto sulla situazione. La sconfitta rimediata dal Bologna l’ha convinto ancor di più che l’ambiente meriterebbe uno scossone, una mazzata che potrebbe far rinvenire tutto il contesto.

Ottavi Champions

Al di là dell’accantonamento di alcuni giocatori, tra cui i due a scadenza di contratto, ovvero, Callejon e Mertens, De Laurentiis potrebbe prendere una decisione clamorosa: esonerare l’allenatore e affidare la squadra ad un tecnico-traghettatore che dovrebbe concludere la stagione. Il presidente non è contento di risultati, in primo luogo, ma anche della mancanza di identità della squadra. Da agosto ad oggi, Ancelotti ha schierato una formazione diversa in ogni partita, generando anche confusione e malcontento per il troppo turnover. Una condizione che al presidente sarebbe andata bene se fossero arrivati i risultati. Ma la classifica è mortificante per le ambizioni del club e non potendo mandar via tutti i giocatori, allora sta pensando di rimuovere l’attuale allenatore e sostituirlo, come dicevamo, con Rino Gattuso. Tutto questo potrebbe avvenire anche se il Napoli dovesse centrare gli ottavi di finale di Champions League, un traguardo che non rappresenta un’impresa considerato che contro il Genk, un punto in 5 partite, gli basterà il pareggio per raggiungere il primo obbiettivo stagionale. Ormai, non c’è più nulla che possa rimettere in piedi il rapporto tra la squadra e l’allenatore. Le parti ne hanno discusso nell’incontro avuto ieri mattina, durato poco meno di un’ora. Ancelotti ha ribadito ai giocatori quanto aveva detto al termine della gara col Bologna, ovvero, che anche loro sono responsabili di tutto quanto sta avvenendo in questo periodo. E al termine del confronto, duro e deciso, il tecnico ha comunicato la decisione del ritiro scatenando il malcontento della squadra.

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