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Da Kane e Messi a CR7 In Russia è lotta tra bomber

Logo La Gazzetta dello Sport La Gazzetta dello Sport 13/06/2018 Valerio Clari

L’ultimo è stato James Rodriguez, una sorpresa. Il più prolifico degli ultimi 30 anni Ronaldo il Fenomeno, 8 gol nel 2002. Il più “strano” Oleg Salenko, 6 gol di cui 5 in una sola gara nel 1994. Quelli che ci hanno fatto sognare di più Schillaci (1990) e Paolo Rossi (1982). Stiamo parlando, se non si fosse capito, del capocannoniere dei Mondiali, la Scarpa d’oro. Se la coppa è il bersaglio grosso, il primato dei gol è un modo supplementare o alternativo per passare alla storia: bene o male, ce li ricordiamo tutti.

come si vince

Quest’anno, in Russia, a chi tocca? Già nella lista sopra potrete trovare eccezioni, ma di solito tre indizi che portano al capocannoniere: è un attaccante puro, meglio se centravanti; gioca in una squadra che arriva almeno alle semifinali; ha avversari “morbidi” nella fase a gironi, che permettono di prendere slancio. Partendo da qui, vediamo qualche profilo di candidato.

i soliti noti

L’elenco, anche quello dei bookmaker, non può che partire dai cannibali del calcio moderno: Messi e Cristiano Ronaldo hanno squadre che li possono portare in fondo e possono segnare contro chiunque, anche ripetutamente. Messi non ha rivali troppo malleabili, CR7 può martoriare Iran e Marocco. Alla coppia si aggiunge il terzo incomodo Neymar, per cui vale lo stesso discorso. Più dura per la vice-Scarpa d’oro della stagione, Salah: l’Egitto non sembra destinato a fare così tanta strada.

centravanti veri

Altre volte la classifica dei cannonieri premia i finalizzatori puri, quelli che completano il lavoro di squadra: Kane è in cima a questa lista, Lukaku insegue, Griezmann è un sospettato d’obbligo, Lewandowski è una chiamata sicura se credete nelle possibilità della Polonia di fare strada, Falcao ha un conto aperto con la fortuna e una certa facilità a trovare la porta. Più dura per Higuain e Aguero, che rischiano di dividersi i minuti in un girone complesso.

difese deboli

Se invece fosse la volta di un nuovo Salenko bisogna andare a pescare il girone con le difese potenzialmente più allegre. Il gruppo A fa al caso nostro, Cavani e Suarez possono potenzialmente scatenarsi in tutte e tre le gare contro Egitto, Russia e Arabia Saudita. A patto che non si rubino i gol a vicenda.

giovani bomber

Kane, Messi, Ronaldo e Messi © Fornito da La Gazzetta dello Sport Kane, Messi, Ronaldo e Messi

Ma il Mondiale può essere anche la consacrazione di una giovane stella: Mbappé è il naturale candidato, Gabriel Jesus è quasi agli stessi livelli, un po’ più di fiducia serve per indicare Werner (ma la Germania è quasi onnipotente), Sterling è l’alternativa a Kane per l’Inghilterra.

lo famo strano

Restano gli imprevedibili, quelli che non dovrebbero essere bomber, quelli che non partono titolari, quelli di nazioni inattese: visto che non abbiamo ancora nominato uno spagnolo, puntiamo qui sulle vie alternative al gol di Isco e di Iago Aspas. Quest’ultimo, tutt’altro che certo del posto, ha segnato 24 gol a 30 anni, massimo in carriera, quest’anno col Celta. E allargando lo sguardo su chi sta ai margini dell’impero calcistico, riponiamo fiducia nel senegalese Saido Mané e nel sudcoreano Son Heung-Min. Ne abbiamo nominati 18: ci piacerebbe dire che da qui non si scappa. E invece no, il bello del Mondiale è anche questo.

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