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DiFra: "Corsa e orgoglio" De Rossi: "Kolarov dà tutto"

Logo La Gazzetta dello Sport La Gazzetta dello Sport 11/02/2019 Chiara Zucchelli
Eusebio di Francesco (49 anni). lapresse © Fornito da RCS MediaGroup S.p.A. Eusebio di Francesco (49 anni). lapresse

Daniele De Rossi chiede ai tifosi di fidarsi di lui su Kolarov, "un grandissimo professionista" e conferma che se starà bene fisicamente la sua intenzione "è quella di continuare a giocare". Eusebio Di Francesco, seduto accanto al suo capitano, va più sul tecnico: "Domani sarà fondamentale correre, fare una buona fase difensiva e non prendere gol". Per l’andata degli ottavi di Champions contro il Porto, in sala stampa, la Roma schiera tecnico e giocatore simbolo. Davanti a 50mila spettatori la sfida sarà delicatissima, e lo sarà soprattutto per quei giocatori che con i tifosi non hanno un rapporto facile. Su tutti, Kolarov.

DE ROSSI

Ecco perché, prevedibilmente, la prima domanda per De Rossi è proprio sul rapporto tra la gente e il difensore, suo grande amico: "Mi trovo un po’ nel mezzo - ammette De Rossi - e se si dovesse ricomporre questa piccola frattura sarei felicissimo. Voglio bene ai tifosi e Aleks per me è un fratello. Per questo dico ai romanisti di fidarsi di me, Kolarov è un professionista grande, e io preferisco gente così a chi magari bacia la maglia e poi si ferma al primo doloretto. Dall’altra parte, il tifoso va assecondato e rispettato quando c’è sofferenza". E la sofferenza, per chi ama la Roma, sarà data anche quando Daniele smetterà. Il contratto scade a giugno, la voglia, condizioni fisiche permettendo, è quella di non fermarsi: "Se starò bene fisicamente voglio continuare a giocare, negli ultimi tre anni mi sono sentito importante come non mai. Mi accorgo che le prestazioni sono buone, i miei compagni mi hanno fatto sentire desiderato. Se il ginocchio continuerà a rispondere bene continuerò. Domani però - ricorda il capitano della Roma - dobbiamo vincere e non fare test sulla mia condizione fisica". E per vincere sarà fondamentale l’esperienza che "in certe partite è un valore aggiunto, ma anche il Porto è abituato a giocare partite così. Non dobbiamo pensare troppo allo scorso anno, adesso è un altro torneo. E - aggiunge - abbiamo avuto momenti negativi, ma non direi che siamo stati sull'orlo del baratro. Io mi ci sentivo quando eravamo quart’ultimi".

DI FRANCESCO

La serenità di De Rossi è merito anche di Di Francesco che, dice Daniele, ha "una sua idea di calcio ed è capace di mantenere la barra dritta, anche in una città così complicata". L’allenatore ascolta, a tratti sorride, ma i suoi pensieri sono solo sul Porto e non su quello che è stato: "Abbiamo l’occasione per fare una grande partita e riportare entusiasmo, siamo rimaste in due in Champions, e noi siamo orgogliosi e ambiziosi. Il Porto è una squadra compatta tosta, sa quello che vuole, è una di quelle che ha vinto più duelli difensivi, dal punto di vista fisico sarà una gara molto dispendiosa". Per giocarla al massimo Manolas è recuperato, Olsen è in dubbio (provino decisivo domattina) e Schick è out. Il dubbio è De Rossi - Nzonzi a centrocampo (col primo nettamente avvantaggiato), la certezza, dice Di Francesco, "è che sarà determinante non prendere gol. Serviranno esperienza e gamba, Conceiçao sta facendo un grande lavoro e dobbiamo stare attenti perché la Roma in passato, con il Porto, non ha fatto grandi partite". L’ultima volta, due anni e mezzo fa, all’Olimpico è finita 0-3.


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