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Juve, l'illusione dura 45' Poi Messi la devasta: 3-0

Logo La Gazzetta dello Sport La Gazzetta dello Sport 6 giorni fa Fabiana Della Valle

Il Barca si vendica, la Juventus affonda e Leo Messi è il re della serata. Dopo il 4-1 di Cardiff contro il Real Madrid nella finale di Champions, la Signora riparte in Europa da un 3-0 spietato a casa di un'altra spagnola. In primavera allo Stadium era finita 3-0 per la Juventus e dopo lo 0-0 dell'andata il Barcellona era stato eliminato. Stavolta è un'altra storia, perché Messi fa la differenza, segnando lui una doppietta e mettendo il piede anche nel 2-0 di Rakitic. Non è una partita decisiva, ha ripetuto Allegri alla vigilia, visto che siamo nella fase a gironi, ma prendere tre schiaffoni in Europa non è mai cosa bella e deve far riflettere.

SPRAZZI DI JUVE

Meglio la Juventus nelle fasi iniziali, perché il 4-3-2-1 messo in campo da Allegri (che in fase di non possesso diventa 4-4-2) chiude gli spazi al Barcellona e costringe Messi e compagnia a forzare la giocata. Ter Stegen fa una gran parata sul sinistro di De Sciglio, non riconosciuta dall'arbitro che non concede neppure il corner. I bianconeri sfruttano un contropiede lanciato da Douglas Costa (bello il lancio, prezioso il pallone rubato), che Dybala però tira troppo centrale. Poi tocca a Pjanic, sempre più a suo agio in cabina di regia, con un tiro da fuori respinto corto da Ter Stegen. La Juve gioca accorta in difesa, sa che ogni pallone perduto può diventare una sciagura. E infatti la prima volta che si fa trovare scoperta tocca a Buffon intervenire di petto per scongiurare pericoli. Il portiere è attento anche in occasione di un tiro insidioso di Suarez (dopo punizione di Messi sulla barriera), deviato con gran riflesso.

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NUMERI DA NUMERO UNO

Il Barcellona all'inizio costruisce meno del solito, fa il solito possesso ma non trova accelerazioni pericolose. Eppure sfiora il vantaggio con Dembelé prima dell'intervallo: passaggio sciagurato in orizzontale di De Sciglio e frittata evitata dal salvataggio di Alex Sandro. Sarà uno degli ultimi palloni toccati dal terzino, sostituito per una botta presa poco prima. Al suo posto Sturaro, inedito terzino destro. La Juve meriterebbe di andare all'intervallo sullo 0-0, però quando hai Messi contro ti può condannare anche una frazione di secondo. Basta un attimo di distrazione e il numero 10 blaugrana, che fino a quel momento aveva giocato da normal one, segna il primo gol a Buffon: sinistro rasoterra in diagonale dopo uno-due con Suarez, controllo e tiro rapidissimi. Da quel momento in poi comincia il Messi show: la stella del Barça nel secondo tempo s'accende e diventa immarcabile: colpisce il palo, poi crea il 2-0 (accelerazione sulla destra e tiro, salvataggio di Sturaro che diventa un assist comodo per Rakitic) e chiude con la doppietta: palla persa da Bernardeschi (entrato per Bentancur: con lui Allegri torna al 4-2-3-1) e altro sinistro imprendibile per Buffon. La Juventus perde la bussola e naufraga. Sotto tono Higuain (fischiatissimo al momento del cambio), Dybala inizia benino ma poi si perde, idem Pjanic. Difficile salvarne qualcuno in una serata così. Alla fine le assenze (Chiellini, Khedira, Marchisio, Cuadrado, Mandzukic) hanno pesato e comunque il Barça ha dimostrato di essere superiore ai bianconeri.

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