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Milan, Scaroni: ''Resteremo 3-5 anni. Scudetto? Più importante la Champions''

Logo Repubblica Sport Repubblica Sport 14/09/2018
Il presidente del Milan Paolo Scaroni © Fornito da La Repubblica Il presidente del Milan Paolo Scaroni

MILANO - "Lo scudetto è diventato meno importante, per il Milan sarebbe meglio essere e fare bene in Champions League". Sono le parole di Paolo Scaroni, nuovo presidente dei rossoneri, che "snobba" il tricolore mettendo come priorità la qualificazione nell'Europa che conta: "Sul piano sportivo non ci siamo posti di andare in Champions quest'anno, anche se credo che è lì che il Milan debba stare".

"RESTEREMO 3-5 ANNI" - La vittoria in extremis sulla Roma prima della sosta ha portato un'atmosfera positiva in casa rossonera, sulla scia degli arrivi di Leonardo e Paolo Maldini che hanno ridato serenità e credibilità dopo la parentesi cinese, piena di ombre e poche luci. Anche agli occhi della Uefa: "Abbiamo fatto passi da gigante - aggiunge Scaroni in un'intervista al Corriere della Sera -, portando a casa Leonardo e Maldini, che sono persone competenti, di qualità e sono milanisti. Hanno portato fiducia che si è tramutata in un incremento degli abbonamenti. Poi però la verità la dice il campo. Il secondo successo è che abbiamo creato una società forte finanziariamente. Nell'ultimo anno la maggior parte degli articoli parlava di soldi. "Arrivano 10 milioni, non arrivano...". Ora lo stato patrimoniale è solido e tutto in ottemperanza alle regole Uefa, la nostra stella polare. Resta il terzo grande tema: l'aumento dei ricavi. Quanto resterà Elliott? Il piano è a medio termine, diciamo dai tre ai cinque anni".

"GATTUSO SIMPATICO E UMILE" - Dopo Leonardo e Maldini, manca un elemento per completare il puzzle societario: l'amministratore delegato. "La trattativa con Gazidis prosegue - ammette Scaroni - . Il processo di selezione dell'a.d. deve essere fatto con calma e bene. Ogni volta che c'è qualche rallentamento, rassicuro tutti dicendo che intanto ci sono io, passo già metà del mio tempo qua, ce la metto tutta. L'a.d. deve avere un profilo che si sposi con i nostri obiettivi: il primo è aumentare i ricavi. E' il punto di partenza: se noi fatturassimo 800 milioni potremmo permetterci Ronaldo". Commento poi su Gattuso: "Deve stare tranquillo, ma non credo che si agiti. E' il mio allenatore, intanto perché ha fatto bene. Poi mi piace perché prende il suo lavoro con una serietà totale, ha un'aria che dice a tutti che con lui non c'è niente da ridere. Lo trovo simpatico e utile".

Chiusura sul rapporto con al Uefa: "Intanto ci muoviamo su un territorio sconosciuto, non ci sono precedenti simili al nostro. Abbiamo un problema del passato, perché la violazione era sui bilanci pre-cinesi: ora la Uefa aspetta la motivazione del Tas che ha detto serve una sanzione equa e mi auguro ci sia comminata la più piccola possibile. Poi c'è il triennio che parte dal 2017-2018 per il quale il Milan dovrà fornire un piano credibile. Ci stiamo attrezzando".

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