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Qualificazioni Mondiali 2018‬ Italia-Macedonia, Ventura: «Non conta il modulo, ma l’entusiasmo»

Logo Corriere della Sera Corriere della Sera 05/10/2017 Filippo Bonsignore

TORINO Una vittoria. Per ottenere la certezza aritmetica dei playoff, per cancellare la scoppola subìta in Spagna, i tanti infortuni e per rafforzare il ranking. È chiara la missione dell’Italia in vista della penultima sfida di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018 contro la Macedonia.

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«Fin dal primo giorno c’è stato l’obbligo di vincere, perfino in amichevole, quindi sotto questo aspetto non c’è nessuna variazione - sostiene Gian Piero Ventura -. Saranno fondamentali l’entusiasmo, la voglia e la determinazione con cui affronteremo questa partita, con la consapevolezza di aver fatto fin qui un buon lavoro». Il c.t. però, messo di fronte all’eventualità di mancare l’appuntamento con i tre punti, tra il serio e lo scherzo, scivola sui numeri. «Lei si dimetterebbe in casa di non vittoria domani?» chiede un giornalista macedone. Ventura prima la mette sul ridere: «E’ evidente che gli l’hanno consigliata, è una domanda che non può venire da un macedone...». Poi affonda: «Noi siamo già qualificati con due turni d’anticipo ai playoff, forse lei non lo sa... Forse è rimasto fuori dal mercato....».

Una battuta? Chissà. Poco dopo il c.t. chiarisce: «Non ho detto che siamo aritmetica certezza di essere tra le migliori otto che si giocheranno il Mondiale agli spareggi; con un punto ci sarebbe soltanto la matematica sicurezza di essere secondi nel nostro girone. Chiellini, niente tragedie Il periodo non è dei migliori, tra infortuni e critiche, ma «questa è stata una delle migliori settimane di lavoro da quando sono in Nazionale» rileva il Commissario tecnico. Che si dice «debitore nei confronti dei ragazzi, dai quali fin dal primo giorno ho ricevuto disponibilità è partecipazione».

Anche Giorgio Chiellini allontana gli spifferi: «Il segreto è isolarsi da quanto viene da fuori ed avere grande equilibrio, sia nel bene sia nel male. Ci era ben chiara questa situazione fin dall’inizio: abbiamo fatto un grande girone, siamo andati in Spagna con la possibilità di qualificarci, ma ci siamo inchinati a una delle più grandi realtà del calcio moderno. Ma tutte le tragedie che vengono fatte non ci appartengono e non ci devono scalfire». Ventura torna a Torino, in quello che è stato il suo stadio, l’Olimpico-Grande Torino (21mila i biglietti già venduti), nei cinque anni in granata. «Mi aspetto buonissima prestazione della squadra, lo stadio è una conseguenza - dice -. Mi fa piacere tornare qui, in Italia non è semplice restare 5 anni nella stessa società, lo sento casa mia. Ci aspettiamo la spinta del pubblico ma dovremo anche essere noi a prenderlo per mano».

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