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Sei schiaffi dal City. La lezione di Guardiola mette Sarri nei guai

Logo La Stampa La Stampa 11/02/2019 STEFANO MANCINI

Certo, al Chelsea Gonzalo Higuain ha smesso di annoiarsi. Quando giocava nel Milan alternava lo 0-0 ad altri risultati striminziti. Adesso che è in Inghilterra, ogni giornata è un’indigestione di gol. Che spesso si accompagna a un mal di stomaco. Tipo ieri, quando di fronte si è trovato il Manchester City. Per Higuain era la prima partita contro una grande in Premier League: è finita come un set a tennis senza storia, un 6-0 che mette in discussione la panchina di Maurizio Sarri.

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Una partita storta può succedere, ma non sono trascorsi che undici giorni dal 4-0 incassato a Bournemouth contro una formazione di metà classifica, gara di esordio in Premier del Pipita. In mezzo ci sono state due vittorie, sempre con goleada, che non si possono collocare sullo stesso piano: Higuain ha brindato al 3-0 in Fa Cup con lo Sheffield Wednesday, che milita senza brillare nell’equivalente della nostra Serie B, e ha rifilato due gol (su cinque totali) all’Huddersfield ultimo in classifica.

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Sul 4-0 dopo 25 minuti

Sarri l’ha presa così male che è rientrato negli spogliatoi senza stringere la mano all’allenatore rivale, quel Pep Guardiola di cui ha grande stima. «Non mi ha visto», lo ha giustificato il tecnico spagnolo. «Non l’ho visto», ha confermato Sarri. A domanda sul suo futuro, l’ex tecnico del Napoli ha risposto così: «Non so, dovete chiedere alla società. Io penso alla squadra e alle sue prestazioni,non sono preoccupato. Se il presidente mi chiamerà sarò contento, visto che non lo fa mai», ha provato ad alleggerire la tensione.

Il City ha impiegato 25 minuti a risolvere la pratica (due gol di Aguero e uno a testa per Sterling e Gundogan) e raggiungere in testa il Liverpool. Nella ripresa ha arrotondato ancora con Aguero su rigore e Sterling. E forse è stato proprio questo infierire contro una squadra che ormai si era arresa ad amareggiare Sarri e a indurlo a evitare i saluti a Guardiola. Erano 28 anni che il Chelsea non subiva un’umiliazione del genere: allora fu un 7-0 con il Nottingham Forest. Ma dal 2003, con l’arrivo dei rubli di Roman Abramovich, l’asticella si è spostata in alto, sono arrivati cinque campionati e una Champions, e certe stecche non sono ammesse.

L’ira di Abramovich

Sarri non ha alibi: l’ultimo suo desiderio si chiamava Higuain ed è stato esaudito. Giovedì c’è una sfida di Europa League a Malmoe, quindi mancano i tempi tecnici per un divorzio anticipato. A seguire, è in programma il match con lo United in Fa Cup che capita come un ultimatum. In Premier, il Chelsea condivide il quinto posto con l’Arsenal. Sarri ha ancora la possibilità di salvare la panchina, ma se mancherà la zona Champions la sua avventura londinese è finita.

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