Stai usando una versione precedente del browser. Usa una versione supportata per vivere al meglio l'esperienza su MSN.

Ultime notizie dal mondo dello sport

Ferrari, non maltrattare Kimi, Non può fare solo la spalla...

Logo La Gazzetta dello Sport La Gazzetta dello Sport 16/04/2018 Pino Allievi

Primo e secondo in qualifica, terzo e ottavo all’arrivo: il disastro Ferrari in Cina si spiega col veleno delle cifre. Un’amarezza profonda perché la Ferrari, oggi, dispone della macchina migliore in assoluto. Ma così come quelle di Melbourne e Sakhir erano state vittorie di squadra, altrettanto la sconfitta in Cina è dovuta a una mentalità confusa o distorta del team. 

Kimi Raikkonen sul podio in Cina. Getty © Fornito da La Gazzetta dello Sport Kimi Raikkonen sul podio in Cina. Getty

porta in faccia

Prendiamo la partenza, in cui Vettel ha chiuso violentemente la porta in faccia a Raikkonen, col risultato che Kimi ha frenato per evitare il botto ed è stato superato da Bottas e Verstappen. Una manovra antipatica e dannosa: con due Ferrari davanti, l’esito della gara sarebbe stato molto diverso. Dopo di che Raikkonen, deluso e rassegnato, si è messo tranquillo a navigare in quarta posizione, con la rabbia in corpo, salvo vedersi "usato" dalla Ferrari per tentare, dopo il pit-stop, di rallentare il leader Bottas e favorire il ritorno di Vettel. Una cosa brutta, che la Ferrari ha sempre criticato quando la facevano gli altri. E così si è ritardato oltre misura il pit stop del finlandese, col quale si sarebbe potuta azzardare una strategia con gomme diverse.

nuovo spirito

Da anni critichiamo Raikkonen per l’abulia e il talento intermittente. Ma Kimi, in questo inizio del 2018, si è presentato con un altro spirito, facendoci ricordare il super-campione dei momenti in McLaren. La Ferrari avrebbe dovuto tenerne conto. Invece Kimi in Australia è stato penalizzato dalle strategie e ora viene considerato nel team come banale spalla di Vettel, al servizio di esperimenti e tattiche. Un errore clamoroso che non può non ripercuotersi sul morale e quindi sulle prestazioni del pilota. Che voglia può avere Raikkonen di affrontare così altre 18 gare, peraltro sapendo che a fine anno dovrà andarsene?

seconde guide

Anche la Red Bull ha puntato tutto su Verstappen. Però c’è Ricciardo. D’accordo, altro carattere e altra età rispetto a Kimi. Ma Daniel è la dimostrazione di come le "seconde guide", a volte, possano ottenere trionfi insperati e rilanciarsi nel Mondiale, in una F.1 in cui nulla è programmabile. Ci pensi, la Ferrari. E, a freddo, mediti se davvero valga la pena di affidarsi solo alla compiaciuta capacità del cinismo per portare a casa dei risultati.

Il commento di Zapelloni

Le emozioni del GP

Cina, colpo Ricciardo

ALTRO SU MSN:

Top Gazza, Vettel e le sue... "bugie": ecco il fuoco del leone (Gazzetta Tv)

Scegli tu!
Scegli tu!

Altro da La Gazzetta dello Sport

image beaconimage beaconimage beacon