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Ciclismo: ottovolante Ganna, signore del deserto

Logo La Repubblica La Repubblica 3 giorni fa di Cosimo Cito
Filippo Ganna © Fornito da La Repubblica Filippo Ganna

Otto vittorie consecutive a cronometro. Dal 21 agosto scorso, in tutte le prove contro il tempo affrontate, alla fine Filippo Ganna ha sempre festeggiato. Quella ottenuta nel vento dell'isola di Hudayriat, ad Abu Dhabi, durante l'UAE Tour, è solo l'ultima perla di una collana che il piemontese del Lago Maggiore ha iniziano a sgranare ormai sei mesi fa. Dal Campionato Italiano, vinto a 51 di media a Cittadella, Ganna ha sempre fatto centro nell'uno contro uno: l'ultima tappa della Tirreno, il Mondiale di Imola, le tre crono del Giro d'Italia nel 2020, l'ultima tappa dell'Etoile de Bessèges, la seconda frazione dell'UAE Tour nel 2021. Con la maglia di campione del mondo, Ganna è imbattibile: cinque su cinque, "ma, fidatevi, vincere con questa maglia addosso non è per nulla facile". L'ultima sconfitta risale ormai a oltre un anno fa, alla Vuelta a San Juan, da Remco Evenepoel. Dopo il lockdown, nessuno è più riuscito a metterselo alle spalle.

56 orari tra sabbia e vento


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In questa prima parte di stagione il ragazzone della Ineos è anche l'uomo più vincente al mondo con i suoi tre successi, due a crono e uno in linea, dopo una lunga fuga, sempre all'Etoile. Pippo, top Ganna più che mai, nella piattissima crono emiratina ha stampato una performance a una media di 55.981 km/h sui 13 km del percorso, una velocità sconsiderata, tenendo conto delle molte curve, dei continui cambi di direzione del vento, della complicata condizione ambientale, con la tanta sabbia sull'asfalto, quest'ultima costata anche una dolorosissima caduta dal giovane della Trek Antonio Tiberi. Ganna ha vinto con 14" sullo svizzero Bissegger, 21" sul danese Bjerg e 24" su Pogacar, il nuovo leader della generale. Al mattino c'era stato il ritiro obbligato per Covid di un membro dello staff dell'intera Alpecin-Fenix di Mathieu Van der Poel.

Obiettivo Tokyo

Una galoppata in sella alla sua Pinarello che ha portato Ganna a raggiungere Vincenzo Nibali, partito un minuto prima: raggiunto ma non superato, sarebbero bastati cento metri in più. La dimensione del 24enne di Vignone è ormai mondiale. Le prossime crono a cui il granatiere della Ineos prenderà parte sono le due della Tirreno-Adriatico (prima e ultima tappa), le due o forse tre del Giro d'Italia (prima frazione a Torino, l'ultima a Milano e forse una tappa intermedia, probabilmente in Umbria, lo sapremo mercoledì alla presentazione ufficiale del percorso), e infine quella del campionato italiano, a Imola, nella seconda metà di giugno. Poi riposo, allenamenti in pista per il quartetto olimpico, e l'aereo per Tokyo. La prova a cronometro su strada dei Giochi, specialità dall'albo d'oro impressionante (Indurain, Ekimov, Wiggins, Cancellara) in cui l'Italia non ha mai vinto, si disputerà il 28 luglio sul Fuji International Speedway: 44 km molto duri, con due salite e finale in leggera ascesa. Con la suggestione del correre su un circuito automobilistico, già assaggiata felicemente da Ganna tra Tosa e Piratella durante il vittorioso Mondiale di Imola, sorvolato da Top Ganna a 53 orari. E poi c'è il sogno del'ora, il record di Campenaerts (55,089 km/h) che sembra largamente alla sua portata, ma da inseguire "al livello del mare", come ha sempre ammesso lui, per orgoglio e da mettere in piedi probabilmente dopo l'Olimpiade. Dopo quattro ori mondiali nell'inseguimento individuale, è il momento di fare la storia davvero, 37 anni dopo Francesco Moser e i suoi due leggendari record messicani.

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