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Mourinho, frecciata al Manchester United: "Il tempo è galantuomo, problemi tutti ancora lì"

Logo Repubblica Sport Repubblica Sport 5 giorni fa
Josè Mourinho © Fornito da La Repubblica Josè Mourinho

PARIGI - "Il tempo è galantuomo e i problemi sono ancora lì". Josè Mourinho, in una intervista rilasciata a L'Equipe, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa a proposito del Manchester United. Dopo il suo esonero a dicembre, la squadra si era rilanciata sotto la guida di Solskjaer, ma una flessione nell'ultima parte di stagione è costata la qualificazione alla prossima Champions.

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Mourinho: ''United? I problemi sono ancora lì''

Il tecnico portoghese nega che alla base del suo esonero dallo United ci fosse solo la rottura con Pogba. "I problemi sono ancora lì. E' una questione di giocatori, di società, di ambizioni, ma non posso rispondere 'sì' se mi chiedete se Pogba sia stato l'unico responsabile del mio esonero". "Nove o dieci mesi fa dissi che, dopo aver vinto otto campionati, aver chiuso la scorsa stagione al secondo posto con lo United era stato il mio più grande successo. Adesso la gente lo sta capendo", ha aggiunto Mou.

"Io al Psg? C'è già un allenatore"

Sul futuro il tecnico non si sbilancia troppo ed esclude la panchina attualmente occupata da Tuchel: "Il Paris Saint Germain? Impossibile perché non puoi allenare una squadra che ha già un allenatore". Ma al tecnico tedesco non risparmia una frecciatina: "Il Psg è una società con una proiezione mondiale, con giocatori di livello mondiale, ma che non ha ancora vinto in Europa e questo è importante - sottolinea a 'L'Equipe' - Vale lo stesso per gli allenatori: puoi essere un top ma se arrivi alla fine della carriera senza aver vinto in Europa, è una lacuna". Il nome dello Special One è stato accostato in Francia anche al Lione: "Ho molto rispetto per tutti i club che pensano a me così come per quelli che non pensano a me", la risposta di Mourinho.

"Il bravo ragazzo dopo diventa un pupazzo"

"La sindrome del terzo anno? I giocatori possono ostentare una certa stanchezza, specie quando chiedi loro molto. Ma se hai un gruppo molto professionale e ambizioso, che lavora, di talento, e alle spalle una società organizzata, questa stanchezza non c'è", replica Mourinho a una critica che gli viene spesso mossa, ovvero la frequente flessione delle sue squadre al terzo anno di gestione. "Quando sei quasi solo e non hai il sostegno totale della sua società nel suo insieme, alcuni giocatori prendono una direzione contraria rispetto a quella dell'allenatore - continua Mou - A me non piace fare il bravo ragazzo, perché il bravo ragazzo dopo tre mesi diventa un pupazzo e non finisce bene. Ma non puoi nemmeno essere un allenatore sempre negativo, bisogna trovare il giusto equilibrio". Se fra Klopp e Pochettino tiferà per il primo nella finale di Champions ("ne ha già perse due, non posso immaginare la sensazione di perderne tre"), sul fatto che Guardiola lo abbia superato in fatto di titoli vinti (26 a 25), Mourinho commenta: "Se fossi rimasto al Porto e all'Inter dopo aver vinto la Champions, avrei avuto la chance di vincere le Supercoppe europee e nazionali, il Mondiale per club e magari sarei a 31... Forse non sono così interessato ai numeri", ha concluso lo Special One.

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