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Allegri richiama all'ordine: "Ma quale Porto, pensiamo al Palermo"

Logo Repubblica Sport Repubblica Sport 16/02/2017

"Porto? No, Palermo". Massimiliano Allegri prova a cancellare la Champions League dall'agenda della sua Juve.

© La Presse "Si sta parlando troppo poco dell'anticipo di domani allo Stadium". Assicura che "con il 4-2-3-1 abbiamo ampi margini di miglioramento", ma sembra aver qualche dubbio nel riposizionare la Juve nel G4 d'Europa, come aveva fatto a inizio stagione: "Ora pensiamo soltanto a passare il turno". Il tecnico bianconero dà quindi una carezza a Dybala ("Si è scusato per avermi tolto il saluto al Mapei Stadium? E' un ragazzo intelligente"), scherza con Pjanic e lo staff medico ("Non mi hanno chiamato, Mire dovrebbe stare bene, a meno che non sia morto il dottore....") ed esalta Bonucci, domani alla trecentesima in bianconero: "Leo è un pilastro in campo e fuori". Poi, però lascia la carota e impugna il bastone per spronare gli indolenti Dani Alves ("deve sfruttare questi mesi per integrarsi") e al suo ex pupillo Pjaca: "Il calcio è anche sacrificio, tocca pedalare".

Assenti gli indisponibili Barzagli e Chiellini e lo squalificato Mandzukic si va comunque verso la conferma del 4-2-3-1: Buffon tra i pali protetto da Bonucci e Benatia, sugli esterni Dani Alves e Asamoah faranno rifiatare i titolari, Pjanic e uno tra Marchisio e Khedira davanti alla difesa, con Cuadrado, Dybala e Sturaro (in vantaggio su Pjaca) alle spalle di Higuain.

Massimiliano Allegri, cosa le hanno suggerito i primi ottavi di finale di Champions?
"Intanto mi sono divertito molto, oltre ad aver portato a casa qualche idea da mettere in pratica. Ho visto valori tecnici assoluti, individuali e di squadra. Il Psg è una realtà importante, all'altezza delle prime per tecnica e fisica. Non credevo che potesse battere in quel modo il Barcellona. Complimenti anche al Napoli, non è semplice giocare a Madrid per chi non ha una grandissima esperienza internazionale. Hanno disputato una buona partita contro giocatori di altissimi livello tecnico: basta vedere la palla che Modric ha dato a Ronaldo".

Cosa pensa delle critiche di De Laurentiis a Sarri e di Berlusconi a Montella? 
"Non ho mai polemizzato su cosa può dire o meno un presidente. Credo che a Sarri vadano fatti i complimenti per la partita di ieri al Bernabeu. Di fronte al Real Madrid non si può pensare di fare cose impossibili. Ripeto: il Napoli, che fra l'altro ha la possibilità di ribaltare il risultato nella sfida del San Paolo, ha fatto una buona partita al ritorno dopo tanti anni sulla scena internazionale".

La Juve è all'altezza di Real, Psg e Bayern?
"Dobbiamo esserlo, sicuramente a livello mentale. C'era chi dubitava che i tedeschi potesero andare avanti. Ci vuole calma: il Bayern è duro da battere, ha tecnica e carattere. Noi dobbiamo aumentare la velocità del gioco: è l'unica strada che può portarci avanti in Europa". 

E' ancora convinto che la Juve sia tra le quattro big d'Europa? 
"Abbiamo grandi margini di miglioramento con il nuovo sistema di gioco, che dà maggiore ampiezza alla manovra e aiuta a sfruttare meglio le caratteristiche dei giocatori. Ora pensiamo soltanto a passare il turno, perché quello con il Porto non è un ottavo da sottovalutare. E' una squadra che ha tecnica ed esperienza internazionale. Ieri e l'altroieri, inoltre, hanno vinto tutte le squadre arrivate seconde nel loro girone". 

Con il Porto rivedremo il 4-2-3-1?
"Un passo alla volta. Ora pensiamo soltanto a conquistare tre punti con il Palermo. Ci sono troppe distrazioni, si parla poco dell'anticipo di domani allo Stadium. Un girone fa, all'andata a Palermo, si è vista una Juve tra le più brutte della stagione, ma abbiamo vinto grazie a una buona prova di carattere". 

Il fatto di giocare in campionato di venerdì aiuta a tenere lontano il pensiero della Champions? "Il pensero va tenuto lontano per forza. Domani dobbiamo vincere, perché gli scudetti passano proprio da queste partite. Con Lopez il Palermo ha ottenuto una vittoria, un pari e una sconfitta. Ora i rosanero hanno più ordine e concedono meno spazi. Dovremo essere veloci tecnicamente, aggressivi e consapevoli di non poter scherzare. A 14 giornate dalla fine del campionato ogni errore può costarci caro. L'atteggiamento da tenere non va sbagliato, e i miei ragazzi lo sanno bene".

Quanto c'è di Allegri in Lopez, suo vice ai tempi di Cagliari? 
"Lopez non ha lavorato soltanto con me, a Cagliari. Ha avuto anche Giampaolo, che quest'anno sta facendo molto bene ed è uno che insegna molto, soprattutto la fase difensiva. Diego ha tutte le qualità per allenare, si vedeva da quanto era interessato alla gestione tecnica e ai problemi dello spogliatoio". 

Il turnover di domani può riguardare anche Buffon? Chi giocherà a sinistra al posto di Mandzukic? 
"No, domani Gigi ci sarà. Per il resto, o torniamo a tre in mezzo oppure a sinistra del 4-2-3-1 può giocare uno tra Sturaro o Pjaca. Stefano troverà spazio dall'inizio oppure a partita in corso. Marko invece deve capire che, per arrivare a certi livelli, tocca pedalare. Il calcio è fatto di sacrificio. Per essere determinanti non basta fare una sola fase del gioco, bisogna anche difendere benché costi fatica. Chi vuole diventare un grandissimo giocatore deve acquisire questa mentalità". 

Contro il Palermo si rivedrà Benatia? 
"Devo valutare oggi. Chiellini e Barzagli stanno recuperando, tra domani e domenica sapremo se saranno a disposizione per mercoledì col Porto. Benatia è rientrato bene dalla Coppa d'Africa, e Rugani è cresciuto molto: uno di loro due farà coppia con Bonucci, che è tornato in buona condizione dopo l'infortunio. Domani Leo taglierà il traguardo importante delle 300 partite in bianconero. E' cresciuto molto sul piano tecnico e della personalità ed è diventato un pilastro in campo e fuori". 

Come sta Marchisio? Khedira ha bisogno di riposare? 
"Claudio ha disputato una buona partia a Cagliari, con l'assist per Higuain. Deve crescere, e lo sa: gli serve ancora un mesetto per essere al meglio. Khedira sa adeguarsi alla velocità della partita, ma intanto si gestisce bene, dà i tempi alla squadra e si fa trovare davanti alla porta. Può darsi che giochi, perché ha avuto cinque giorni di riposo e perché la Champions arriverà cinque giorni dopo l'anticipo con il Palermo". 

Che effetto fa essere il tecnico bianconero con la media più alta di vittorie in Serie A? 
"Sono contento, ma lo sarei ancora di più se riuscissimo a centrare i nostri obiettivi. I numeri lasciano il tempo che trovano. A noi importano il sesto scudetto, la Champions e la Coppa Italia". 

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