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Mancini: «All'Inter ho buttato via un anno e mezzo di lavoro»

Logo TuttoSport TuttoSport 20/03/2017 Redazione

L'ex tecnico sull'addio al club: «Non mi sono pentito di averlo lasciato». Sul proprio futuro: «Roma? Niente di vero. Vorrei allenare all'estero»
© ANSA «Non esiste assolutamente niente con la Roma, stiamo parlando di niente. Dopo l'esperienza in Inghilterra, mi piacerebbe fare un'altra esperienza all'estero in un altro paese». Così Roberto Mancini sulle voci che lo vorrebbero, lui ex giocatore della Lazio, il prossimo anno sulla panchina giallorossa. «Sto a Roma sicuramente, visto che abito qui, ma quello che sarà il mio futuro non lo so e al momento non c'è niente di concreto», dice l'ex allenatore dell'Inter a margine della presentazione 'Calciatori per Unicef'. «Se allenerei la Roma? Volete sapere solo questo - aggiunge -, ma io sono un professionista e gli allenatori a volte vanno dove meno se lo aspettano. E poi non posso smentire le voci su una squadra o l'altra ogni giorno. A volte sono vere e altre no», taglia corto Mancini, pronto a tornare anche subito in panchina. «Mi sono riposato un anno - spiega -, ora vorrei lavorare. Leicester? Io ci ho anche giocato, sono un tifoso ma da qui a dire che lo allenerò ce ne passa. Non ho mai avuto nessun tipo di contatto con i dirigenti, ma se i progetti sono importanti e validi...». Potrebbe avere un futuro in Cina? «Mi hanno già chiamato - risponde -, la Cina in questo momento è un po’ lontana. Vediamo, nella vita non si sa mai. In questo momento no».

Mancini: «Quest'anno avremmo potuto lottare con la Juventus»

L'ADDIO ALL'INTER - «Pentito di aver lasciato l'Inter? No, perché ci sono delle motivazioni più che valide, mi è dispiaciuto di avere buttato via un anno e mezzo di lavoro che è stato faticosissimo, per dare alla squadra un certo tipo di mentalità». Dopo aver detto addio al club, Roberto Mancini non nasconde l'amarezza per un progetto in cui credeva. «Io penso che la squadra sia migliorata tantissimo, quindi mi è dispiaciuto buttare via questo lavoro che stava dando dei risultati. Se è stata colpa di Thohir? No, purtroppo quando si capita in quel tipo di situazione con un cambio di presidente, in certi momenti si capiva poco, invece in quel momento bisognava rinforzare la squadra e nessuno faceva niente. Mi sembrava più giusto, dopo essere stato lì per settimane. Purtroppo nei momenti di cambio presidenza a volte si perde tempo importante, loro non capiscono che nel calcio il tempo è tutto e fare le cose velocemente serve».

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