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Tennis, Atp Finals: Djokovic e Nadal ko, finale Thiem-Medvedev

Logo La Repubblica La Repubblica 21/11/2020 di Enrico Sisti
Dominic Thiem © Fornito da La Repubblica Dominic Thiem

Comunque vada ci sarà una prima volta alle Atp Finals. Dominic Thiem e Daniil Medveded andranno a caccia del loro primo successo al Masters di fine anno, l'appuntamento che chiude la stagione del tennis. Le due semifinali alla O2 Arena di Londra hanno regalato spettacolo. Thiem, per il secondo anno di fila approdato in finale (lo scorso anno si arrese a Tsitsipas) ha battuto al tie break del terzo set il numero uno del mondo Djokovic, in serata Medvedev sempre in tre set ha fatto fuori Nadal cogliendo la prima vittoria in carriera contro lo spagnolo numero 2 del mondo: il russo era sotto 6-3, 5-4, ha vinto il tie break del secondo set e nel terzo ha operato il brek decisivo sul 3-3 chiudendo 6-3. Per Nadal il Masters resta tabù.

Thiem ci riprova

Fare corsa di testa è prerogativa di uno. Djokovic e Thiem si sono messi in fuga come se fossero uniti e alimentati da un'intento comune, confondendo i reciproci talenti. Da fratelli. Sì, ma fratelli un po' marziani. E dietro il loro doppio assolo non c'era nessuno, perché la questione riguardava loro e basta. In finale alle Atp Finals di Londra va l'austriaco Thiem che resta davanti al nemico (ma forse sarebbe meglio dire compagno di viaggio), praticamente a un centimetro da lui, per quasi tre ore e poi approfitta dell'unica distrazione del serbo, nel tie-break del terzo set, proprio in dirittura d'arrivo (5-7, 7-6, 7-6), per chiudere la questione con quel suo rovescio tracciante, quando al contrario pareva che fosse proprio il numero uno del mondo a spuntarla.

Non è previsto il pareggio nel tennis. Si poteva fare un'eccezione per questo straordinario momento di sport in cui due campioni, separati da un'incollatura e da una spicciolata di punti complessivi, si sono messi a prendersi a calci, pugni, schiaffi, hanno giocato ogni tipo di colpo a velocità non sempre tollerabili a occhio nudo, che fatica a seguire ciò che il cuore riconosce al volo: meraviglie. I due prendono righe a più non posso, sfruttando lo spazio a disposizione nel miglior modo possibile,alternano i tagli, toccano vertici di percentuali per la prima palla in campo. Quello espresso da Djokovic e Thiem, nella fredda luce e nel buio svuotato della O2 Arena di Londra, è stato semplicemente un tennis, insieme, solare e lunare, luminoso e poetico, muscolare e di eccezionale cultura del gesto, del polso, della tattica anche. Thiem, alla 300esima vittoria in carriera, raggiunge la finale come lo scorso anno (poi sconfitto da Tsitsipas). Il n1. del mondo, l'ineffabile Nole, resta tale.

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