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Il paradosso Houtouwan: nella Cina delle metropoli istantanee c'è un villaggio dove ha vinto la natura

Logo La Repubblica La Repubblica 12/06/2018 di GIACOMO TALIGNANI
AP-THIS MAY 20, 2018, DRONE PHOTO SHOWS A BUILDING COVERED IN IVY IN THE ABANDONED FISHING VILLAGE OF HOUTOUWAN ON THE REMOTE ISLAND OF SHENGSHAN, 90 KILOMETERS OFF THE COAST OF SHANGHAI. ONLY 5 OF THE 3 © Fornito da La Repubblica AP-THIS MAY 20, 2018, DRONE PHOTO SHOWS A BUILDING COVERED IN IVY IN THE ABANDONED FISHING VILLAGE OF HOUTOUWAN ON THE REMOTE ISLAND OF SHENGSHAN, 90 KILOMETERS OFF THE COAST OF SHANGHAI. ONLY 5 OF THE 3

Benvenuti dentro la grande rivincita della natura. Venne un giorno al largo delle coste di Back Bay, in Cina, in cui le reti dei pescatori erano vuote. Tutto il pesce, indiscriminatamente e senza sosta, era stato pescato. L'economia si arenò e le seicento famiglie di un impervio paesino di pescatori fecero i bagagli diretti in città, abbandonando le loro case senza guardarsi indietro. 

 

Così accade che oggi Houtouwan, paesino sull'isola cinese di Shengshan (Zhejiang) sia un luogo fantasma: l'edera ha inghiottito le case, le piante hanno preso le strade, gli alberi svettano al posto dei tetti. Proprio lì, a novanta chilometri da quella Shanghai simbolo dell'evoluzione e dei grattacieli d'Oriente, adesso il fascino dell'abbandono, il tempo sospeso e il verde che avanza stanno richiamando decine di turisti decisi ad esplorare un altro lato della Cina: la forza della sua natura che prende il posto dell'uomo.

 

Il villaggio, raccontato anche da un reportage dell'Associated Press, è infatti oggi un dedalo di stradine calpestate soltanto dai turisti. Non ci sono più i negozi, gli spacci, le taverne dei pescatori: soltanto cinque persone, strenuamente, resistono e vivono ancora in piccole abitazioni attorno a Houtouwan. 

 I FANTASMI - Quando scende la nebbia, tra il canto degli uccelli, silenzi e rumore degli insetti questo piccolo villaggio fa quasi paura: le sue case, oggi prive di porte e finestre, sono nascoste dall'edera, il verde è il nuovo proprietario e le ultime luci illuminano un realtà che profuma di buio e ruggine. "Qui ci sono gli spettri", dicono i turisti.

 

Nel fine settimana, con un viaggio che si può intraprendere attraverso più mezzi da Shanghai, decine di esploratori arrivano a visitare i sentieri fangosi del paesino fantasma: un fascino spesso condiviso sui social attraverso foto che raccontano l'abbandono.

 

Tutto, sostiene ad esempio la famiglia Wang, ebbe inizio tra gli Ottanta e i Novanta quando la vita nel villaggio era ormai sempre più dura. I pescatori non portavano più il cibo a casa, i servizi e i trasporti, così come le scuole, erano sempre più complessi e carenti. Iniziò l'esodo verso le città e in pochissimi decisero di restare. "Questo posto sembra appartenere alla natura da sempre: da quando i vecchi "invasori" se ne sono andati, la natura se l'è ripreso" dice un turista, Huang Dan, mentre scatta fotografie. 

 CHI E' RIMASTO - Ma c'è chi fra quelle tegole che luccicano nel verde, le pietre, le scalinate ancora percorribili e qualche cartello issato per avvisare i viaggiatori, ancora resiste. Cinque persone vivono fra i resti di Houtouwan insieme a un gruppo di cani guardiani del luogo. Sun Ayue, ad esempio, alloggia in un una piccola casa lungo il sentiero principale che porta al villaggio: oggi, questo ex pescatore, ha 62 anni e ancora rimpiange i fasti di un tempo.

 

"Questo luogo è un microcosmo dell'intera società cinese" racconta Zhao Yeqin, professore  di sociologia della East China Normal University di Shanghai. Perché  meglio delle parole mostra le conseguenze del trend migratorio, l'abbandono delle campagne e delle aree rurali, il lungo viaggio verso le megalopoli urbane a cercar fortuna.

 

 Lin Fazhen invece non se ne andò. Nel 1984 il suo spaccio vendeva sigarette, alcol, articoli per la pesca e cibo. Ma poi tutti andarono via e così iniziò ad arrangiarsi: piantò cavolfiori, lattuga, sedani, in 1300 metri quadri iniziò a coltivare di tutto per sopravvivere. Oggi, quando i turisti lo incontrano, gli chiedono se a Houtouwan ci sono i fantasmi. Ride: "Ho vissuto in questo mondo per così tanto tempo e non ne ho mai incontrato uno".

 COME ARRIVARE: Adesso però, soprattutto nei fine settimana, non è più solo: a decine arrivano dalle città lungo la strada, in verso opposto rispetto all'esodo di allora, per ammirare il "villaggio fantasma", quello dell'edera che ha conquistato tutto. Raggiungerlo non è semplice, ma fattibile: da Shanghai si prende un autobus dalla stazione (di Nanpu Bridge) sino al molo di Shenjiawan dove si acquistano i biglietti per  Shengshan. Un traghetto veloce impiega 90 minuti (una barca lenta anche quattro ore) sino all'isola: qui, negli hotel e le strutture vicino al porto, si possono comprare le corse fino a Houtouwan. Ma non è finita:  serve almeno un'escursione di due ore per arrivare al cuore del villaggio. Perché è pur sempre la natura a comandare.

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