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Irlanda, Caraibi e Valle d'Aosta: ecco gli aeroporti più scenografici al mondo

Logo La Repubblica La Repubblica 07/04/2019 di SIMONE COSIMI
Lo scalo del Donegal, Irlanda © Fornito da La Repubblica Lo scalo del Donegal, Irlanda

Si va dallo scalo di Donegal, in Irlanda, al piccolo aeroporto valdostano incastonato fra le Alpi passando per quello di Nizza, in Francia, il Billy Bishop di Toronto, in Canada, le spettacolari piste caraibiche. Sono solo alcuni degli aeroporti più scenografici del mondo. Così lì hanno votati gli utenti di PrivateFly, la piattaforma internazionale di jet e voli charter che ogni anno domanda non solo a entusiasti del volo ma anche a un gruppo di esperti di votare i decolli e gli atterraggi più impressionanti. Quelli in cui è proprio impossibile non appiccicare il naso al finestrino – oppure alzarlo al cielo – e provare a scattare qualche foto da condividere appena toccato terra.

 

Esperti di viaggio e di aviazione hanno partorito una shortlist che poi è stata ulteriormente votata dal pubblico: “Alcuni scali offrono una veduta aerea che è essa stessa ragione sufficiente per visitare la destinazione, al di là di cosa ci attenda a terra – spiega Adam Twidell, Ceo di PrivateFly e pilota d’esperienza – il nostro sondaggio sugli aeroporti scenografici rappresenta una sorta di guida per amanti del viaggio, una serie di atterraggi da fare almeno una volta nella vita. Alcune di queste destinazioni stanno infatti diventando mete obbligate per gli amanti del volo”.

 

In vetta c’è appunto il Donegal Airport, nella zona Nord-Occidentale irlandese: “Il selvaggio paesaggio costiero è davvero ispirante – ha aggiunto Twidell – semplicemente non c’è nient’altro come quell’aeroporto e la sua popolarità è ormai acclarata”. Si tratta di un piccolo scalo regionale servito solo dalla compagnia di bandiera Aer Lingus e dalla scozzese Loganair. Si trova formalmente nel territorio del comune di Carrickfinn, porta d’accesso per la contea più selvaggia dell’isola che ospita le scogliere più alte d’Europa (Slieve League) ed è estremamente ricca di cose da vedere, dai villaggi di Dungloe e Ardara ai cosiddetti Rosses, centoventi piccoli laghi che puntellano il territorio. Svetta al primo posto per il secondo anno di fila, visto che l’indagine viene ripetuta ogni 365 giorni.

 

Alla seconda piazza c’è un altro scenario selvaggio: quello dell’aeroporto di Barra, in Scozia. Al contrario dell’altro, è ben noto: è infatti l’unico scalo al mondo la cui pista sia costituita da una spiaggia e dove i tempi di atterraggio variano dunque con la marea. È infatti situato nella baia di Traigh Mhòr, nellla zona settentrionale dell’isola di Barra, nelle Ebridi Esterne. Terza posizione per l’aeroporto di Nizza, in Francia, e quarta per uno scalo di ben altre dimensioni: quello di Orlando-Melbourne, in Florida, negli Stati Uniti, sull’Indian river. Per la quinta piazza ci si sposta un po’ più a Sud, nel cuore dei Caraibi, con lo scalo di Sint (San) Maarten, nella zona meridionale dell’isola caraibica cioè dipendente dai Paesi Bassi. Ce l’abbiamo tutti in mente: è l’aerostazione dove atterrano i bestioni intercontinentali a pochi metri dai bagnanti increduli.

 

Si rimane sempre nei Caraibi olandesi per il sesto scalo più scenografico: è quello di Saba, municipalità speciale olandese che curiosamente ospita anche, almeno formalmente, la vetta più elevata dei Paesi Bassi, il vulcano spento di Monte Scenery. Insieme a Bonaire e Sint Eustatius fa appunto parte dei Paesi bassi caraibici e il piccolo aeroporto Juancho E. Yrausquin si trova nell’unico, microscopico lembo piano dell’isola con una delle piste più corte del pianeta: 396 metri senza alcuna via di fuga né all’inizio né alla fine. Si torna su dimensioni del tutto diverse con l’aeroporto di Queenstown, in Nuova Zelanda, punto d’accesso all’isola meridionale del Paese, incastonato fra il fiume Kawarau e il canale Frankton (entrambi sfociano nel lago Wakatipu).

 

All’ottavo posto della classifica da sogno c’è l’aeroporto intitolato a Billy Bishop di Toronto. Non è ovviamente lo scalo più grande della metropoli ma, al contrario, il (neanche troppo) piccolo “city airport” che occupa per intero un’isola sul lago Ontario, la Centre Island, proprio di fronte al centro cittadino (vi si arriva solo tramite un tunnel). Decolli e atterraggi sulle tre piste si gustano molto bene dalla Cn Tower. Spettacolo notevole anche per il London City, il più piccolo scalo dei sei londinesi, nel cuore dei Docklands. Ultima piazza per il Corrado Gex, l’aeroporto di Aosta dedicato all’aviatore schiantatosi nel 1966 vicino a Castelnuovo di Ceva sul suo Pilatus Porter. Incastrato fra le Alpi, è fondamentale per il soccorso aereo alpino e per il volo sportivo ma non ha servizi passeggeri se non con piccole compagnie private e il suo futuro è un enigma.

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