Usando questo servizio e i contenuti correlati, accetti l'utilizzo dei cookie per scopo di analisi e per fornire contenuti e annunci personalizzati.
Stai usando una versione precedente del browser. Usa una versione supportata per vivere al meglio l'esperienza su MSN.

Koh Tao, l'isola della morte per alcuni

Logo Easyviaggio Easyviaggio 02/08/2017 Veronica Murgia
Una delle spiagge di Koh Tao © lkpro/123RF Una delle spiagge di Koh Tao

Nonostante la Thalailandia rientri tra i Paesi segnalati come sicuri per il turismo (anche la nostra Farnesina non indica particolari pericoli), negli ultimi anni sono aumentati esponezialmente il numero di aggressioni e furti ai danni dei turisti in visita al paese, e si sono registrati diversi decessi sospetti .

È infatti salito a 7 il numero degli omicidi (perché di omicidi si tratta) avvenuti sull' isola di Koh Tao, in Tailandia, famosissima isoletta dal mare cristallino e dall'aspetto paradisiaco.

Se, in tutto il resto della regione i rischi maggiori in cui incorrono i turisti sono scippi/furti, clonazione di carte di credito, tentativi di truffe per il noleggio di veicoli, su questa bellisima isola, é la morte.

Il target delle vittime é ben defnito: stranieri, europei e sotto i 30 anni. Non fa differenza se uomini o donne.

Questa triste vicenda é cominciata nel settembre 2014, con l'omicidio di una giovane coppia britannica (Hannah Witheridge e David Miller) che stava passando la serata sulla spiaggia. Botte e violenza.

E la polizia locale che archivia il caso frettolosamente trovando due capri espiratorii a cui far pagare l'assoluta negligenza delle indagini.

Negli anni a seguire la storia si ripete: é la volta di Nick Pearson, ufficialmente "caduto dagli scogli "; Dimitri Povse, un ragazzo francese che "pare si sia suicidato"; Christina Annesley che "deve aver esagerato nel mischiare antibiotici ed alcool"… l'ultimo sulla lista, fino a poco tempo fa, era Luke Miller, anche lui" annegato" durante un bagno in piscina.

Oggi il mondo si interroga su quanto sia realmente accaduto alla giovane turista belga Elise Dallemagne, il cui corpo é stato ritrovato lo scorso aprile in un parco, divorato dai varani. Anche in questo caso per la polizia locale si é trattato di un suicidio.

Questa spiegazione, chiaramente, non ha convinto la famiglia della vittima che ha fatto di tutto perché la morte della giovane finisse all'attenzione della stampa internazionale e si smuovessero le indagini.

Ma le autorità tailandesi sembrano poco incline a voler riaprire il caso, in quanto tutto questo parlare di omicidi rovina la reputazione dell' isola e dell'intera Thailandia; tanto da aver rilasciato alla stampa una foto presa da delle telecamere di sicurezza, dove si dovrebbe vedere chiaramente l'immagine di Elise che passeggia nel parco dove poi si sarebbe suicidata.

Peccato che la madre della giovane sostiene che la donna in questione non possa essere la figlia, in quanto troppo robusta.

A complicare ancor di più la vicenda, arriva la testimonianza di un uomo che dice di aver visto Elise scappare da un albergo, a causa di un incendio. Viene il dubbio che la giovane turista belga non si sentisse al sicuro visto che, stando a quanto dichiarato dal testimone, aveva fornito un' identità falsa per la registrazione.

Quello che é certo é che la sua morte si va ad aggiungere alla lista dei falsi incidenti/suicidi, stilati dalla polizia di Kho Tao, e non ci stupirebbe la notizia che anche il corpo di Valentina Novozhyonov, sparita da mesi, su un isola di 21 km ², prima o poi venisse ritrovato.

L'altra faccia del paradiso.

Un video di Anonymus dove si parla di quanto sta avvenendo in Thailandia

Riproduci nuovamente video

Potrebbe interessarti anche:

Thailandia: tornano a sbocciare i fiori di Loto

Paradisi tropicali: le 50 isole più belle dell'Asia

Questa funzionalità non è supportata dalla versione del browser in uso. Ti consigliamo di installare la versione più recente di Internet Explorer per usare la funzionalità.
Scegli tu!
Scegli tu!

Altro da Easyviaggio

image beaconimage beaconimage beacon