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Mada'in Salih, la Petra dell'Arabia Saudita

Logo Easyviaggio Easyviaggio 14/02/2019 Giovanni Balestrieri

Nell'attuale Hijaz settentrionale si trovano le rovina dell'antica città di Mada'in Salih (o Hegra, secondo l'antico nome), un tempo importante centro del regno nabateo. Questo regno si estendeva nel I secolo a.C. in un territorio che comprendeva gli attuali Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Israele, Palestina e Siria. Se Petra, il celebre sito della Giordania, ne era la capitale, Mada'in Salih veniva subito dopo per importanza: con imponenti mura, torri, condotti d'acqua e cisterne, la città era il secondo centro del regno; e con le sue tombe monumentali scavate nella roccia è un sito altamente spettacolare.

Le sue rovine sono state riconosciute come Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 2008 (il primo sito dell'Arabia Saudita) per le loro ricchezze: secondo il sito Nabatae.net, sono 131 le tombe dislocate lungo oltre 13,4 chilometri, alcune delle quali conservate perfettamente e visitabili. Le tombe, proprio come quelle di Petra, sono state scavate nell'arenaria. Oltre ad esse, nel sito ci sono anche una fortezza e un labirinto di case costruite in mattoni di fango.

Citata nel Corano come associata a delle pratiche di idolatria praticata dalla poplazione dei Thamudeni, Mada'in Salih ha avuto per molto tempo la fama di essere un luogo maledetto. Benché per anni sia stata accessibile soltanto ai visitatori locali - per lo più in gruppi organizzati - l'antica città è oggi aperta ai turisti di tutto il mondo. Sono stati portati a termine notevoli restauri, e altre sono in programma per i prossimi anni. L'obbiettivo è quello di renderla una destinazione che possa rivaleggiare con Petra, e che possa costituire il punto di partenza per il rilancio dell'Arabia Saudita nella scena del turismo mondiale.

L'Arabia Saudita alla conquista del turismo mondiale

L'apertura e i restauri sul sito - che si trova poco distante dal Mar Rosso e dalla Giordania e si stima che possa essere visitato da milioni di visitatori l'anno - fa parte di un piano di potenziamento e rilancio dell'Arabia Saudita sulla scena del turismo mondiale che passa anche per un altro progetto a dir poco ambizioso: quello di Neom, una "città del futuro" costruita da zero che punta a essere un nuovo punto di riferimento per l'urbanistica, la tecnologia e il modo di concepire la vita nella città. Alimentata da fonti rinnovabili e dotata di mezzi di trasporto a guida autonoma e sistemi di sicurezza intelligente, la nuova città saudita dovrebbe essere addirittura più grande di New York. Entro il 2030 vi saranno investiti 500 miliardi di dollari.

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