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Villa d’Este, a Tivoli i giardini più spettacolari

Logo Turismo.it Turismo.it 14/03/2017 giulia mattioli

‘Magnificenza’ è una parola che ben si addice a Villa d’Este. Un vero gioiello rinascimentale, reso ancora più eclatante dai giardini-capolavoro in cui si trova immersa. Situata a pochi chilometri da Roma, condivide con Villa Adriana il territorio di Tivoli e compete con le rovine di romane per numero di visitatori annuali. Villa d’Este è uno dei siti italiani Patrimonio Unesco, e fu realizzata per volere del Cardinale Ippolito II d’Este nel 1550. Il cardinale, governatore di Tivoli, volle realizzare una dimora che da un lato ricordasse i fasti delle corti ferraresi (era figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia), dall’altro eguagliasse ed evocasse lo splendore di Villa Adriana. 

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E ci riuscì, anche se fece appena in tempo a godersi la corte conclusa, perché morì poco dopo la sua inaugurazione (1572). La magnifica villa, le cui sale del piano nobile sono decorate da diversi artisti del tardo manierismo romano, è tuttavia messa in ombra dallo spettacolare giardino. E’ qui infatti che i visitatori rimangono sbalorditi, avventurandosi tra i sentieri, le grotte, e soprattutto le fontane che lo compongono. Ideato dal pittore e architetto Pirro Ligorio, realizzato da Alberto Galvani, e abbellito grazie al contributo di moltissimi artisti e artigiani, si tratta di un giardino barocco, vera star di Villa d’Este. Un luogo perfetto per una visita primaverile.

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I giochi d’acqua hanno un impatto scenografico unico, in particolar le Cento Fontane che costeggiano il vialone d’ingresso. Alla cui sinistra si trova la barocca Fontana dell’Ovato, un gioco di sculture, massi ornamentali e rocce, che rappresentano i monti e i fiumi del territorio. L’imponente Fontana di Nettuno, realizzata da Gian Lorenzo Bernini, è divenuta il modello di ispirazione di moltissime fontane nei secoli successivi. E ancora, magnifica è la Fontana dei Draghi, realizzata, leggenda narra, in una sola notte per omaggiare il papa Gregorio XIII ospite presso la villa. Da visitare assolutamente anche la Fontana dell’Organo, il cui meccanismo interno produce suono musicali. Allo spettacolo dei giochi d’acqua si affiancano le grotte, come la Grotta di Diana, riccamente decorata e un tempo custode di statue. E naturalmente gli alberi secolari, i prati, le aiuole. 

Villa d'Este © istockphotos Villa d'Este
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