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Danimarca, senza stretta di mano non si diventa cittadini

Dal primo gennaio di quest'anno per diventare cittadini danesi occorre, tra l'altro, stringere la mano a un funzionario pubblico. Lo stabilisce una controversa legge voluta dal governo di centrodestra e che la ministra per l'integrazione la liberale Inger Stojberg difende: "È chiaramente simbolico del fatto di accettare le regole di base di una società dove siamo tutti uguali. A coloro che affermano di non voler stringere la mano di una persona di un altro sesso, voglio dire non hanno capito cosa voglia dire essere danesi. In questo paese esiste l'uguaglianza ed esiste da molte generazioni, ci siamo battuti duramente per questa società, dunque siamo noi a doverla far rispettare e proteggere", spiega l'esponente dell'esecutivo. Mentre numerosi comuni danesi hanno annunciato che non applicheranno la norma, giudicandola inutilmente discriminatoria, alcuni dei nuovi cittadini danesi la accolgono senza discussioni. "È una legge danese, è bello come viene fatta la cerimoinia, quindi per me va bene", commenta Skander Khan, scappato dall'Afghanistan e accolto in Danimarca. Un'altra controversa iniziativa dal sapore xenofobo del governo riguarda la decisione di deportare dal 2021 i "migranti indesiderati" sull'isola di Lidholm, che attualmente ospita solo un inceneritore e un centro di ricerca sulle malattie contagiose tra gli animali.
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