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Foggia, lo sciopero dei migranti con Aboubakar Soumahoro: "Nei campi mancano i diritti, non le braccia"

Al grido di: "uguale lavoro, uguale salario" questa mattina i migranti impiegati nei campi agricoli della Capitanata, e che risiedono nei ghetti di Borgo Mezzanone e di Rignano, hanno protestato contro i nuovi provvedimenti governativi in materia di regolarizzazione temporanea dei braccianti. "Questo fiume di esseri umani dimostra che nelle campagne mancano i diritti, non le braccia" - ha detto Aboubakar Soumahoro dell'Usb - Unione sindacale di base - che ha guidato la protesta. I manifestanti hanno sfilato in corteo nei campi tra San Severo e Rignano Garganico. Poi una delegazione e' salita a bordo di un pullman per arrivare a Foggia dove ha consegnato una lettera al prefetto Raffaele Grassi. Brandendo ortaggi Aboubakar ha ribadito che se non arriveranno risposte dal Governo: " a partire da oggi, la stagione di raccolta sarà caratterizzata da altri scioperi. Ma gli scioperi che faremo non saranno gli scioperi dei braccianti ma del consumo e della spesa". E intanto promette che, se le cose non cambieranno, a luglio ci sarà una assemblea nazionale nel Foggiano di tutti lavoratori stranieri impiegati in agricoltura di Tatiana Bellizzi

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