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Janeczek: "Voterò per chi vuole un'Europa progressista e solidale"

Ospite nei nostri studi Helena Janeczek , vincitrice del premio Strega 2018 con il romanzo "La ragazza con la Leica" ora tradotto anche in francese "La fille au Leica" edizioni Actes Sud , traduzione di Marguerite Pozzoli. Con Helena Janeczek abbiamo parlato principalmente di Europa, della protagonista del suo libr Gerda Taro, del suo stato di salute e di donne, in politica e in letteratura.. . Intervista di Gioia Salvatori Gerda e Helena, affinità Gerda Taro, fotografa di guerra, compagna di Robert Capa è una tedesca con origini ebraiche che lascia la sua patria per vivere a Parigi. Muore nel '37 in Spagna sotto un carro armato mentre documenta la guerra civile. È la protagonista dell'ultimo libro di Janeczek. Anche la scrittrice, come la fotografa, è una tedesca con origini ebraiche che poi ha deciso di vivere e lavorare altrove, in Italia. Abbiamo chiesto alla scrittrice se questo crea un legame tra lei e Gerda Taro . "Sì, una delle ragioni per cui mi sono sentita attratta da lei - spiega Janeczek - è che pensavo di poter aggiungere uno sguardo più vicino su alcune cose del suo retroterra culturale" Personaggi europei, quelli del romanzo... "Erano cosmopoliti contro la propria volontà - spiega Janeczek - spinti da necessità da ragioni politiche come Geda Taro e il suo compagno Robert Capa (...) ma noi abbiamo avuto un sacco di generazioni che sono diventate europee senza neanche accorgersene. C’è un orizzonte effettivo di partecipazione a un mondo comune, alla possibilità di spostarsi, tutte cose che sarebbero messe in pericolo dai nazionalismi esclusivi, sarebbe una grave perdita". Alle elezioni europee andrà a votare? "Andrò a votare, sicuramente voto per chi pensa ad un'Europa progressista e solidale". Le donne dell’Est, dalla sindaca di Danzica all'ex procuratrice generale romena anti-corruzione alla candidata verde e liberale che ha vinto il primo turno alle presidenziali slovacche, che idea si è fatta di queste donne dell'Est? "Sono la parte più visibile di un mondo in cui le donne stanno diventando importantissime come protagoniste di una nuova idea di società progressiva. Forse queste donne ci fanno anche vedere con più chiarezza che l’Europa ha dei problemi e dei punti di forza in comune e l’idea che ci sia così forte una cortina di ferro, non esiste più". Gerda Taro era una femminista? "Era una donna emancipata, questo sicuramente, faceva parte di una generazione di donne che cominciavano ad essere emancipate e a ritenerlo qualcosa che poteva dirsi un punto di partenza a cui non avrebbero voluto o potuto rinunciare". Il suo libro si apre con la descrizione di una serie di istantanee, di foto. Qual è il rapporto di forza tra immagine e parola oggi secondo lei? "Certamente siamo in un mondo di immagini ma quasi tutte le immagini che vogliono raccontare qualcosa hanno bisogno di una piccola didascalia, l'immagine chiama a sé le parole per essere il centro di un racconto" Janeczek a quale scrittrice conferirebbe lo Strega? Quando ha vinto il premio Strega tutti hanno sottolineato che da 15 anni una donna non lo vinceva. Lei a quali scrittrici, senza nulla togliere ai legittimi organizzatori del premio, lo conferirebbe? "A Valeria Parrella, Simona Vinci e Laura Pariani poi ce ne sarebbero altre ma queste sono le prime tre che mi vengono in mente".
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