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Roberto Bolle alla Scala danza "Boléro", uno dei pochi ad avere questo privilegio

Dopo il debutto nel marzo 2018, Roberto Bolle torna a interpretare il balletto-icona di Maurice Béjart sul Boléro di Ravel. Una performance di 15 minuti che chiude un trittico di capolavori del Novecento dove trovano spazio le geometrie di "Symphony in C" di George Balanchine e gli splendidi passi a due di "Petite Mort" di Ji?í Kylián (il trittico è in programma al Teatro alla Scala di Milano dal 16 al 30 novembre).Sul tavolo rosso di Boléro, l'étoile italiana ha travolto gli spettatori con l'intensa carica sensuale che è propria di questo balletto, pensato originariamente da Ravel come la danza rituale di una donna gitana, accerchiata da un gruppo di uomini che si avvicinano a lei con il crescere della musica. E Roberto Bolle è uno dei pochi ballerini ad aver avuto il privilegio di interpretare la rilettura di Maurice Béjart: dal 1961, anno del suo debutto a Bruxelles, tra i principali protagonisti scelti dal coreografo francese è impossibile non citare Jorge Donn. Il ballerino argentino raggiunse la fama proprio con il Boléro di Béjart, interpretandolo anche nell'omonimo film di Claude Lelouch(a cura di Marisa Labanca)Video Youtube/Teatro alla Scala

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