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Xylella dopo il danno la beffa 17/05/2018

I primi segni della presenza di 'xylella fastidiosa', il batterio che porta al disseccamento, comparvero su-gli ulivi del Salento nel 2008. Per certificarne la presenza in maniera scientifica fu necessario attendere il 2013. Ma oggi la situazione in Puglia resta grave. La linea che separa le zone con alberi malati da quel-le ancora indenni si è alzata parecchio, attestandosi appena al di sotto della provincia di Bari. Il viaggio del nostro inviato parte dal paziente zero, il primo ulivo contagato, e attraversa la fascia 'cuscinetto'. Il pericolo fa tremare gli olivicoltori pugliesi ancor più che in passato, considerato che nelle province Bari e Bat si concentra il maggior numero di aziende olivicole della regione. I dati sono da incubo: per la stagione 2018-19 in Puglia si prevede un calo della produzione olivicola attorno al 60%. Il numero degli al-beri ammalati non è definibile, non è mai stato fatto un vero e proprio censimento, ma alcune stime parlano di circa 11 milioni di piante da considerarsi perdute. Eppure non è finita la battaglia tra alcuni agricol-tori salentini, spalleggiati dagli ambientalisti, che si oppongono, nel nome della tutela dell'ambiente, al-le eradicazioni, e altri agricoltori, sostenuti invece dalle categorie produttive, che sollecitano l'appli-cazione immediata delle norme sui tagli. Intanto, tra indecisioni e incertezze, polemiche e inchieste senza conclusione, l'Italia rischia di un deferimento alla Corte di giustizia europea per non essere adeguatamente intervenuta per contrastare la Xylella, ovvero oltre al danno la beffa. - Un servizio di Fabio Trappolini
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