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Giornata mondiale dell’ictus: come riconoscerlo e allertare i soccorsi

Ogni due secondi nel mondo si verifica un ictus, un “lampo” che improvvisamente attraversa il cervello mettendo in serio pericolo la vita della persona colpita. Riconoscerlo tempestivamente è importantissimo, anche se non sempre facile, perché questo “black-out” può manifestarsi con sintomi diversi, più o meno sfumati. «L'ictus può colpire i sensi, la parola, il comportamento, le emozioni, la memoria, un lato del corpo può essere percepito come più debole oppure paralizzarsi», spiega Valeria Caso, neurologa presso l'Ospedale Misericordia di Perugia e Presidente della European Stroke Organization. «Il paziente può percepire un senso di debolezza o di addormentamento di viso, braccia e gambe, in particolare di un solo lato, vertigini, perdita dell'equilibrio e manifestare uno stato confusionale con difficoltà a parlare e capire ciò che gli viene detto. Spesso riferisce anche un problema alla vista o un improvviso mal di testa». Quando si sospetta un ictus, può essere utile provare il cosiddetto approccio “R.A.P.I.D.O.”, un acronimo che ricorda le cinque cose da fare per affrontare al meglio la situazione: R – RIDI: chiedi alla persona colpita di sorridere e osserva se la bocca è asimmetrica; A – ALZA LE BRACCIA: chiedi alla persona di alzare le braccia e verifica se riesce a sollevarne una sola; P – PARLA: chiedi alla persona di parlare e verifica se riesce ad esprimersi in maniera comprensibile o confusa; I – ICTUS: se gli indizi raccolti fanno proprio pensare all'ictus, allerta subito i soccorsi, anche se i sintomi hanno un andamento altalenante o sono scomparsi; D – DOMANDA AIUTO: chiama immediatamente il 118 e descrivi correttamente i sintomi in modo che l'operatore sia in grado di mandare l'ambulanza con il team adatto e possa allertare l'ospedale dotato di stroke unit più vicino; O – ORARIO: prendi nota dell'ora esatta in cui sono iniziati i sintomi, un'informazione che sarà molto utile ai sanitari per pianificare la migliore terapia. Maggiore è il tempo che trascorre dall'insorgenza dei sintomi, maggiore è il rischio che l'ictus provochi danni cerebrali e invalidità. Per ottenere la massima efficacia dai trattamenti, è consigliabile arrivare in ospedale al massimo entro 60 minuti, in modo che la prognosi sia favorevole: anche in questo caso, come nelle malattie cardiache, un solo minuto può fare la differenza. TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE Ictus: si può prevenire nel 90% dei casi. Ecco come Ictus: ecco i cibi giusti per prevenirlo Ictus: per la riabilitazione meglio camminare in acqua Meno stress e rischio di ictus per le donne con cani e gatti Ictus: 5 consigli per prevenirlo

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