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Lumarzo, il nipote dell' uomo decapitato: "Con mio zio cattivi rapporti, ma io non c'entro"

"Non ho la minima idea di chi possa avere ucciso mio zio. Credo che i carabinieri abbiano voluto perquisire la mia casa perché é la più vicina al bosco dove è stato trovato ucciso. Ma io sono tranquillo". A parlare è Claudio Borgarelli, figlio della sorella di Albano Crocco, ex infermiere decapitato nei boschi di Craviasco, la frazione di Lumarzo dove abitava. Borgarelli, anch'egli infermiere come lo zio, è il proprietario della villetta in cui da stamane stanno effettuando rilievi i carabinieri della scientifica che hanno sequestrato alcuni coltelli e altre armi a lama e una pistola, un revolver regolarmente detenuto da Borgarelli, come lui stesso ha spiegato. I Carabinieri hanno smentito che l'uomo sia formalmente indagato. "È vero, mesi fa avevo litigato con mio zio perchè aveva scaricato dei materiali di risulta quasi davanti a casa mia e per questo da allora non ci rivolgevamo più la parola - ha raccontato l'uomo - Ma era tutto finito lì". (Video di Stefano Origone)

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