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Sclerosi multipla: il San Raffaele a caccia di un nuovo farmaco

Trovare entro quattro anni molecole potenzialmente efficaci contro la sclerosi multipla progressiva per cui oggi non esistono terapie. Questo l'ambizioso obiettivo per cui il professor Gianvito Martino, direttore dell’Unità di Neuroimmunologia e della Divisione di Neuroscienze dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha ottenuto un finanziamento di 4,2 milioni di euro per coordinare un progetto di ricerca, chiamato BRAVEinMS, che coinvolge laboratori in Europa, Stati Uniti e Canada. L’idea alla base del progetto BRAVEinMS è quella di unire le migliori competenze a livello mondiale per accelerare la scoperta di un farmaco contro la malattia, in grado di proteggere le cellule nervose e favorire i meccanismi di riparazione della mielina. La sclerosi multipla progressiva colpisce più di un milione di persone al mondo e presenta una degenerazione continua e a oggi inarrestabile della guaina mielinica, una guaina proteica che riveste gli assoni e garantisce la trasmissione del segnale nervoso tra i neuroni. La conseguenza è la lesione del tessuto cerebrale, con la progressiva perdita delle funzioni motorie, l’insorgenza di problemi alla vista e di vari altri deficit cognitivi o neurologici. Purtroppo ad oggi per questa malattia non esiste una cura efficace. La ricerca di un farmaco per la sclerosi multipla si è già dimostrata una sfida difficile, ma il progetto messo in campo oggi è innovativo sotto diversi punti di vista. Innanzitutto l’uso di un modello di analisi dei big data – genetici e clinici – sviluppato da Sergio Baranzini all’Università di San Francisco. Il modello si è dimostrato capace di estrapolare utili informazioni genetiche e molecolari sulla sclerosi multipla, che si traducono poi in specifiche caratteristiche che una molecola deve avere per candidarsi a farmaco efficace contro la malattia. Il finanziamento è stato assegnato dalla International Progressive MS Alliance – un’alleanza internazionale che riunisce le principali associazioni nazionali per la ricerca sulla sclerosi multipla progressiva, tra cui AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), uno dei membri fondatori – al termine di un bando competitivo a cui hanno partecipato i migliori centri di ricerca al mondo. TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE Chris Wright: «In campo a dispetto della sclerosi multipla» Sclerosi Multipla: con la malattia si può essere campioni Sclerosi multipla: obesità e batteri intestinali sono fattori di rischio? Giornata della Sclerosi Multipla: le nuove terapie

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