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Trapiantato il rene “ringiovanito” di un 80enne

Trapianto da record al Policlinico di Milano, dove il rene di un donatore ultraottantenne è stato “ringiovanito” e impiantato con successo in un paziente di 50 anni. Il risultato è stato ottenuto grazie a dei macchinari (ancora nuovi per l'Italia) che permettono di “lavare” e “ripulire” l'organo riportando indietro le lancette dell'orologio biologico. «L'impiego di queste macchine di perfusione renale ha trovato ampio riscontro a livello internazionale», spiega Mariano Ferraresso, Direttore dell'Unità Operativa di Trapianto di Rene della Fondazione Ca' Granda Policlinico di Milano. «Ormai un'ampia casistica dimostra che, collegando i reni prelevati a queste macchine, si migliora notevolmente il successo del trapianto, riducendo la necessità di dialisi nel post-operatorio, diminuendo il periodo di degenza e utilizzando con successo risorse che altrimenti non verrebbero considerate. Si stima infatti che in Gran Bretagna, Paese pioniere nell'utilizzo di questa tecnologia, gli organi idonei al trapianto siano aumentati quasi del 30%». Gli esperti del Policlinico hanno dunque pensato di usare questa tecnica per aiutare un paziente di 50 anni da tempo in dialisi per colpa di una grave malattia ereditaria, la policistosi renale, che aveva trasformato i suoi reni in un ammasso di cisti compromettendone il funzionamento. Il trapianto rappresentava l'unica soluzione, ma in anni di ricerche non era stato mai trovato un donatore idoneo. Lo scorso luglio, finalmente, la svolta: il donatore compatibile c'è, ma purtroppo ha più di 80 anni, e i suoi organi potrebbero non essere adatti ad un uomo più giovani di 30 anni. Qui è entrato in gioco il gruppo di specialisti guidato da Ferraresso, che racconta: «dopo attente valutazioni, abbiamo preso la decisione di ricondizionare questi reni usando le nuove macchine per la perfusione renale da poco disponibili nel nostro ospedale». Queste apparecchiature, chiamate LifePort, sono state donate al Policlinico dall'Associazione per il Bambino Nefropatico (ABN), e servono per preparare all'intervento chirurgico i reni di donatori piccolissimi, anche sotto l'anno di vita, che altrimenti potrebbero difficilmente essere trapiantati con successo. L'intuizione dei medici è stata quella di applicare lo stesso metodo a organi molto più “anziani”, in modo da ringiovanirli e renderli adatti al trapianto. I reni prelevati dal donatore ultraottantenne sono stati quindi collegati alle macchine di ricondizionamento e per ore sono rimasti sotto gli occhi vigili dei medici, che ne hanno controllato parametri e funzioni vitali. Al termine della procedura, solo uno dei due reni è risultato idoneo, ed è quindi stato utilizzato per il trapianto. L'intervento è riuscito perfettamente e il paziente si è ripreso in tempi più rapidi del previsto. Un nuovo successo che fa ben sperare per il futuro dei trapianti, come ci spiega in questo video lo stesso Mariano Ferraresso del Policlinico di Milano. TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE Trapianto di rene “record”: il donatore aveva solo un anno Le 10 regole salva reni Trapianti: italiano il 1° paziente al mondo senza farmaci anti rigetto A Roma 1° trapianto al mondo di cuore magnetico su un adolescente Primo trapianto di mandibola artificiale in Italia

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