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La Disneyland della pizza sarà in Puglia: la apre il pizzaiolo numero uno al mondo

Logo La Repubblica La Repubblica 26/05/2020 di SONIA GIOIA
Francesco Martucci (foto: Facebook I Masanielli) © Fornito da La Repubblica Francesco Martucci (foto: Facebook I Masanielli)

Il countdown è iniziato, la Disneyland della pizza italiana aprirà i battenti in Puglia. Più precisamente a Corato, contrada Piede Piccolo, strada esterna km 7, a metà strada fra Andria e Ruvo di Puglia. Lavori in corso per la seconda insegna di Francesco Martucci, mattatore de I Masanielli a Caserta, pizzaiolo che divide il primato di numero uno al mondo con Franco Pepe.

Francesco Martucci apre in Puglia

L’insegna c’è già: si chiamerà Posta Mangieri – Murgia e cucina, per non lasciare spazio a dubbi sull’identità di un progetto che si innerva sul patrimonio originario del pizza chef, marcatamente campano, ma attingerà al paniere pugliese, anzi murgiano. Il disegno in progress comprende un agriturismo, epicentro di un microcosmo esteso su cinquanta ettari di terra, e una sala da oltre cento posti. Ed è ragionevole chiedersi se basteranno, visti i numeri che macina l’insegna-madre. 

Perché la Puglia? Per una manciata di buone ragioni. Nonna materna di Cerignola, provincia di Foggia. Nonna paterna di Torre Santa Susanna, Brindisi. Amore della vita? Di Corato, Bari. È qui, nell’area in cui giganteggia la mole di Castel del Monte, che Francesco Martucci ha scelto di mettere le radici della sua  seconda casa. Lontana dal chiasso del turismo di massa, dalle rotte vacanziere più battute. L’altopiano carsico di terra brulla e rocce affioranti e inghiottimenti improvvisi, doline, gravine e acqua che non vedi, perché scorre sottoterra. Di ferule, le gigantesse selvatiche dal fusto legnoso che in primavera innervano il paesaggio tingendolo di giallo.  

Una ferula di fronte all’uscio, una masseria in pietra e un trullo daccosto sono gli indizi inequivocabili del paesaggio che ospiterà una pizzeria uguale a nessuna. Un progetto che ha preso le mosse da due antefatti. Il primo porta un nome di donna, Lilia.

Nata a Corato, la città dell’oliva extrastrong da cui si spreme l’olio di coratina. “Ci siamo conosciuti da ragazzini, ci siamo perduti per 16 lunghi anni, nemmeno un contatto, il blackout, poi ci siamo ritrovati in Puglia e innamorati come gli adolescenti che eravamo, di noi e di questo posto”. Un luogo che c’entra con un insospettabile romanticismo del bad boy della pizza italiana ma anche con il suo temperamento wild. “Ho sempre guardato a Magnus Nilsson come un esempio, un faro, un’ambizione: il coraggio di aprire un ristorante in una foresta, calarmi nella natura selvatica come ha fatto lui. Il Fäviken ha chiuso prima che io potessi prendere posto alla sua mensa. Ma è quel progetto favoloso che ha ispirato il mio. E nelle Murge attingerò la materia prima pazzesca che spero ridia linfa nuova alla mia pizza”.  

L’area è quella che ispira la tavola di Pietro Zito, il cuoco contadino, pietra angolare della cucina pugliese più autentica. Ma anche la cucina etno-botanica di Mezza Pagnotta a Ruvo di Puglia, che attingono all’incolto per mettere a dimora una tavola carica di memorie ancestrali e di futuro. “I fratelli Montaruli hanno una conoscenza di una profondità che mi lascia senza parole. Sono stato da loro più volte, ho ascoltato in religioso silenzio e mangiato il fiore di zucca più buono della mia vita”.  

Tempi di attesa per l’inaugurazione? Un mese, o poco più.  

Scegli tu!
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