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Essere donne negli anni '50: la storia di Valentina S.

Logo HuffPost HuffPost 24/02/2021
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È il 13 aprile del 1958.

A pagina 44 la pubblicità dell’Aqua Velva, aroma maschio e pulito, giovanile e vitale che “le donne tanto ammirano”: un’immagine ribalta lo stereotipo e racconta di un uomo che scende da una spider e di una donna che gli apre la porta attratta dalla fragranza del dopobarba.

È l’Italia che si motorizza, che si riempie la casa di elettrodomestici, che si schiaffeggia le guance di dopobarba e si allunga le ciglia. È tutto un frigorifero sovranista (prodotto dal grande comparto industriale italiano), ma c’è spazio anche per la farina lattea erba che “stacca i vostri bambini dal seno con dolcezza” e per la classe economy di KLM che fa risparmiare 70.800 lire per andare da Roma a New York.

È l’anno in cui entra in vigore la legge Merlin che abolisce le case di tolleranza (ecco perché forse un po’ di Aqua Velva farà bene d’ora in poi), in cui muore Pio XII e sale al soglio pontificio l’amatissimo e bergamasco Papa Roncalli, in cui viene fondata la Nasa e inaugurata la A1 nel tratto Milano – Parma.  È l’anno in cui nascono i Puffi, in cui viene costruita la prima centrale nucleare italiana a Borgo Sabotino, viene scoperta Mina e il Brasile vince il suo primo mondiale di calcio.

Alla fine dell’anno Fulgencio Batista lascerà Cuba per l’ultima volta e Aïché Nana farà lo spogliarello al Rugantino, un ristorante di Trastevere ispirando il Federico Fellini della Dolce Vita. Pure qua una bella storia nella storia: le foto dello spogliarello vennero sequestrate dalla polizia, chiamate dalla festeggiata di quella serata (una contessina), ma il fotografo Tazio Secchiaroli di Centocelle riuscì a salvare il rullino e il resto è quella storia là che conosciamo.

Su Epoca di quella settimana troneggia la foto di Lana Turner. Quel Venerdì Santo la figlia di Lana, la 15enne Cheryl ha accoltellato il compagno della madre Johnny Stompanato un gangster che se ne andava in giro vestito più o meno come uno dei briganti abruzzesi dell’Italia postunitaria di fine Ottocento. Johnny minacciava di ammazzare Lana o comunque di sfigurarla, di farle il viso in tanti piccoli pezzi, Cheryl accorre, lo trova con un braccio alzato, gli infila il coltello nella pancia.

Sulle stesse pagine di quella settimana, c’è un’inchiesta di Alfredo Panicucci dal titolo: “Due milioni di figli infelici”. Nel pezzo si narra la storia dei figli illegittimi, i figli nati fuori dal matrimonio. A quell’epoca mia madre aveva 8 anni ed era una di quei due milioni di bambini. La privacy dei bambini non ha ancora una policy giornalistica per cui il servizio attacca con la storia di Valentina S. (io non ne scriverò il cognome) che all’età di sette anni viene prelevata da scuola a Codogno dal padre che non aveva mai visto prima in vita in sua.

I carabinieri che assistono alla scena (e forse trattengono la zia materna che era andata a prendere la nipote a scuola), tornano per riferire che il signor GS (chiamiamolo Gennaro) ha semplicemente esercitato la sua patria potestà (che è quella roba cambiata solo nel 1975 per cui il potere genitoriale era esercitabile solo dai padri)

La signorina Angela C. è la mamma di Valentina e nel pezzo si legge che “ha lavorato duramente” per crescere la figlia, ma non avendo la patria potestà per giorni nessuno le dice nulla di che fine ha fatto la figlia. Nel pezzo si legge: “Angela è una donna modesta, si è sempre guadagnata da vivere come cameriera; la figlia sarà educata probabilmente in un collegio raffinato dove di solito vanno a studiare le giovani aristocratiche. Sarà la madre stessa, alla lunga, a voler restare nell’ombra per non mettere in imbarazzo Valentina.”

Il nostro giornalista ora ci racconta la storia di come è nata Valentina, ci dice che: “…Gennaro scapolo e ricco non seppe resistere alla tentazione di dimostrarle la sua considerazione e l’anno dopo denunciò allo stato civile la nascita di una bambina, figlia sua e di madre ignota.” Avete capito bene: madre ignota. E sì avete capito bene: divertirsi con la cameriera se eri facoltoso era mostrarle la propria considerazione.

E ancora: “Angela, che forse si era illusa di fare il “grande passo” e di sposare Gennaro, fu pregata di riprendere il treno per il nord”. Il pezzo continua dicendoci che Gennaro si è poi sposato con una donna del suo rango e che sei anni dopo, all’improvviso, si è ricordato della figlia (che quindi era stata spedita con la madre ignota) e se l’è andata a riprendere. Forse non aveva avuto figli dalla moglie di pari rango e quindi necessitava di recuperare della progenie per quanto femmina?

Scrive il giornalista: “Valentina tutto sommato ha trovato un padre, ma ha perso la madre” e, ci ricorda: “non è nemmeno tra i casi più infelici” perché Valentina porta il nome del padre. Insomma, la felicità era andare a scuola una mattina e all’uscita venire prelevata da un perfetto sconosciuto che ti aveva generosamente dato un cognome, ma che non avevi mai visto in vita tua.

La figlia di Lana Turner, Cheryl, fu assolta per legittima difesa con verdetto non unanime. Nel 2014 ha sposato la sua compagna con la quale sta da quarant’anni e fa l’agente immobiliare.

Le lettere appassionate che la Turner aveva scritto a Johnny furono usate per descrivere l’attrice come una donna instabile, di facili costumi e che forse tutta quella “passione” finita nel sangue se l’era un po’ andata a cercare. In seguito le vennero proposti quasi tutti film in cui interpretava donne problematiche in linea con il suo “personaggio”.

Aïché Nana dopo le foto dello spogliarello fu minacciata di essere espulsa dall’Italia, fu condannata a due mesi con la condizionale e con lei per onore di cronaca i musicisti, un giornalista ed anche qualche nobiluomo romano.  I maschi con molta probabilità lo racconteranno ancora ai loro nipotini. lei non si tolse mai di dosso il cliché della spogliarellista.

Non sappiamo niente di VS, l’ho cercata sui social, oggi dovrebbe avere 70 anni. È andata in un collegio per ragazze per bene? Ha piantato una grana e alla fine il padre l’ha riportata dalla madre e ha finito le scuole a Codogno? Si è ammalata di dolore? Sarà diventata madre? E che madre sarà stata? Forse è tornata al nord, ha rilevato l’osteria dei nonni materni e adesso è una ristoratrice felice.

E dal 1958 è tutto. 

© Getty
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