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Sanremo 2018: polemiche sull'omaggio alle donne di Michelle. "È maschilista"

Logo D La Repubblica D La Repubblica 09/02/2018 di Simona Movilia
FOTO GUBERTI/RASERO/LAPRESSE 08 FEBBRAIO 2018 SANREMO, ITALIA SPETTACOLO FESTIVAL DI SANREMO 2018, TERZA SERATA.NELLA FOTO: MICHELLE HUNZIKER FLASHMOB LE DONNEPHOTO GUBERTI/RASERO/LAPRESSE FEBRUARY 8TH, 2018 SANREMO, ITALY ENTERTAINMENT SANREMO MUSIC FESTIVAL 2018, SECOND EVENING.IN THE PHOTO: MICHELLE HUNZIKER FLASHMOB LE DONNE: FOTO GUBERTI/RASERO/LAPRESSE 08 FEBBRAIO 2018 SANREMO, ITALIA SPETTACOLO FESTIVAL DI SANREMO 2018, TERZA SERATA. NELLA FOTO: MICHELLE HUNZIKER FLASHMOB LE DONNE PHOTO GUBERTI/RASERO/LAPRESSE FEBRUARY 8TH, 2018 SANREMO, ITALY ENTERTAINMENT SANREMO MUSIC FESTIVAL 2018, SECOND EVENING. IN THE PHOTO: MICHELLE HUNZIKER FLASHMOB LE DONNE © Fornito da La Repubblica FOTO GUBERTI/RASERO/LAPRESSE 08 FEBBRAIO 2018 SANREMO, ITALIA SPETTACOLO FESTIVAL DI SANREMO 2018, TERZA SERATA. NELLA FOTO: MICHELLE HUNZIKER FLASHMOB LE DONNE PHOTO GUBERTI/RASERO/LAPRESSE FEBRUARY 8TH, 2018 SANREMO, ITALY ENTERTAINMENT SANREMO MUSIC FESTIVAL 2018, SECOND EVENING. IN THE PHOTO: MICHELLE HUNZIKER FLASHMOB LE DONNE

50 anni di femminismo, 50 anni dal ’68, 90 anni dal voto alle donne in Inghilterra (per l’Italia siamo solo a 72 anni) e un mese dal discorso di Oprah Winfrey ai Golden Globes a sostegno del movimento Time’s Up. Il 2018 non è un anno facile per salire sul palco dell’Ariston e difendere la causa femminile.

E infatti anche Michelle Hunziker è inciampata in una polemica. La colpa è quello strano omaggio alla femminilità fatto nella terza puntata di Sanremo con una finta invasione sul palco di alcune donne mentre la conduttrice cantava  “I maschi” e “Bello e impossibile” di Gianna Nannini. Dal pubblico si alzano alcune “spettatrici” che protestano perché Michelle canta gli uomini invece delle donne. Il retaggio è nostalgico (forse un omaggio ai benpensanti travolti dal 68?) quando si pensava che le femministe odiassero gli uomini: un anacronismo soprattutto di questi tempi quando il messaggio che si tenta di veicolare è proprio quello di una lotta comune. Come peraltro ha specificato più volte anche la Hunziker dal palco. Certo il vero scandalo è che nel 2018 si debba ancora dichiarare da un palco che uomini e donne devono lottare insieme per i diritti e il rispetto dovuto a quest’ultime. Ma su questo nessuno punta il dito.

Ma torniamo a Sanremo. Il problema della gag tutta al femminile della terza serata è soprattutto che da quel momento in poi le donne che vengono cantate dalle finte spettatrici sono tutte mamme (con buona pace dell’ISTAT che ha appena annunciato il raddoppio dei single italiani, quasi 8 milioni, e il crollo delle nascite).

Di più, sono tutte donne raccontate da parolieri uomini: 'Le donne lo sanno' di Ligabue, 'Acqua e sapone' degli Stadio (con un testo ambiguo su una donna bambina), 'Non sono una signora' di Ivano Fossati, 'Le donne di Napoli sono delle mamme' di Francesco Baccini. E poi ancora 'Viva la mamma' e 'La fata' di Edoardo Bennato, 'La donna cannone' di Francesco De Gregori, 'Gli uomini non cambiano' successo di Mia Martini di Bigazzi, Falagiani, Dati, 'Quello che le donne non dicono' di Enrico Ruggeri.

Insomma gli autori di Sanremo non hanno fatto i compiti e Michelle Hunziker si trova a dare vita a un siparietto che è un vero boomerang. Soprattutto per chi come lei cerca di difendere il suo impegno contro la violenza sulle donne (ha voluto portare il tema sul palco con i ranuncoli-simbolo) attraverso la sua associazione.

Lo stacco musical-femminile è stato un vero disastro per la causa, un ritorno alla visione femminile che si aveva da questo palco negli anni 50. E la dichiarazione finale di Michelle sulla lotta comune di uomini e donne non è bastato a salvare la situazione. Ma a quanti oggi “criticano” Michelle sono sfuggiti altri due dati importanti su questa edizione da record. Primo, questo è un Sanremo maschile: vede tra i big 4 donne su 20 uomini. E tra le nuove proposte: 3 donne su 8 uomini. Secondo: nello strombazzante entusiasmo sui dati nessuno rileva che paradossalmente l’unica donna su tre conduttori è la vera forza trainante di questa kermesse. Ma a non veder riconosciuti i propri successi, le donne che lavorano sono (purtroppo) abituate.

Scegli tu!
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