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Sopracciglia: è tempo di unibrows, alla Frida Kahlo

Logo D La Repubblica D La Repubblica 09/02/2018 di Maria Maccari

Gli “unibrows” sono tornati e Frida Kahlo ne sarebbe orgogliosissima. Il monociglio, infatti, non spaventa più molto e, per quanto poco attraente e femminile possa apparire, comincia a farsi largo nell’apprezzamento estetico di molte ragazze, ma non solo. E se in Italia le ciglia foltissime e unite di Elio delle Storie Tese appaiono più come il vezzo distintivo di un artista sui generis, su Instagram lo sdoganamento del monociglio è avvenuto grazie al movimento #UnibrowMovement e alla modella cipriota Sophia Hadjipanteli, bionda con il monociglio nero che ha conquistato le passerelle di tutto il mondo mostrando fiera le sue “importanti” sopracciglia. InstagramDelle quali va fierissima, avendole trasformate da tratto estetico in chiaro messaggio di non standardizzazione della bellezza: "Non sto cercando di convincere nessuno sugli unibrow, se ti piace, lascia che sia così ", è il suo messaggio. Che deve essere giunto dritto al cuore e al cervello del popolo di Instragram che l’ha premiata con oltre 60 mila follower. Lei ha dichiarato che il suo monobrow è frutta della genetica e che sua madre le ha insegnato fin da piccola a prendersene cura, in particolare con olio di ricino. Foto courtesy Benefit © Fornito da D La Repubblica Foto courtesy Benefit

DA CARA DELEVINGNE A FRIDA KAHLO

Insomma, se in origine è stata Cara Delevingne, seguita a ruota da Lily Collins a riportare in primo piano un dettaglio del volto un po’ trascurato negli ultimi decenni, convincendo schiere di donne di tutto il mondo ad abbandonare pinzette e decoloranti, oggi le sopracciglia folte sono diventate un fenomeno di tendenza tale da meritare brow designer che di mestiere si occupano della loro forma, alcuni diventati vere e proprie star, intere collezioni make up a base di matite, gel trasparenti e colorati, brow liner, spazzoline e pettinini e pagine intere dedicate di Instagram, Pinterest, Facebook nonché articoli e video tutorial. La "febbre" Frida Kahlo colpisce ancora

Un mondo, insomma, del quale, dicevamo, sarebbe andata fierissima la pittrice Frida Kahlo, non per nulla diventata un’icona proprio negli ultimi mesi, grazie a stilisti che ne hanno ripreso e riproposto il look e a due mostre che ne mettono in luce non soltanto la sua produzione artistica, ma scavano in profondità nella sua estetica partendo dalla sua persona e dalla sua personalità, analizzando i suoi oggetti personali, le sue abitudini e i suoi vezzi di bellezza. Tanto da spingere The Guardian a definirla: “Femminista, selfie queen, icona queer e musa ispiratrice del 2017” e ad affermare che l’artista messicana, ricordata soprattutto per i suoi auto-ritratti considerati dei selfie ante-litteram, “oltre ad essere celebrata in passerella, ha fissato l’agenda culturale del 2017 e 2018”, entrando nel mainstream. In Italia, la mostra “Frida Kahlo. Oltre il mito” del museo Mudec espone foto di quadri persi e mai ritrovati, foto auto-scattate dietro invito dell’amica Tina Modotti e curiosità come la boccetta di khol nero Revlon che l’artista utilizzava per scurirsi baffetti e sopracciglia, che iniziò a unire nel 1933 fino a trasformarle in quel famoso e iconico monociglio divenuto non solo sua cifra di stile, ma un vero e proprio messaggio di ribellione oltre che un modo per enfatizzare le sue radici messicane, una sorta di orgoglio razziale anche questo ante-litteram. «Kahlo non solo è stata “la regina del selfie” (un terzo dei suoi dipinti sono autoritratti!), ma una paladina ante litteram del “body positive movement”, che considera belli tutti i corpi nella loro diversità e che oggi conta sostenitrici importanti anche tra le star» spiega l’esperta di vintage Elisa Motterle. La mostra che sarà ospitata dal Victoria & Albert Museum dal prossimo 16 giungo, Frida Kahlo: Making Her Self Up, metterà ancora in luce il carattere dell’artista partendo dagli oggetti ritrovati nella sua casa, rinchiusi dal marito Diego Rivera alla sua morte e rinvenuti nel 2004. © Fornito da D La Repubblica Ma perché Frida Kahlo è una musa così potente ultimamente, si chiede la rivista The Guardian? Susana Martínez Vidal, autrice del libro Frida Kahlo: La moda come l'arte dell'essere, spiega: "Quasi un secolo prima dell'ossessione globale odierna la pittrice ha scoperto e sfruttato compulsivamente questo bisogno umano di condividere la propria immagine per sentirsi meno sola. Era la sua "migliore opera d'arte" e se fosse viva oggi sarebbe una vera influencer con una legione di follower. Come diceva Frida, "Io sono la mia musa, io sono il soggetto che conosco meglio." Il che voleva dire accettare il suo aspetto naturale. Per questo ha evidenziato i suoi difetti per rivendicare la bellezza delle imperfezioni". Ad esempio evidenziando le sue sopracciglia, un modello in questa epoca di #bodypositivity.Sopracciglia: la nuova beauty obsession

I CONSIGLI DELL’EYEBROW DESIGNER

Tutte con il monobrow, dunque nel 2018? Non occorre sfiorare certi eccessi, assicura l’eyebrow guru Jimena Garcia, con saloni a New York e a Los Angeles che accolgono moltissime celebrities per sfoltire, ridisegnare e colorare: “Quando si tratta di sopracciglia – spiega la Garcia -, si tratta di trovare la soluzione giusta per ogni viso. Questa uniformità dilagante è poco interessante. Una forma personalizzata, invece, cattura gli sguardi”. Il primo consiglio, dunque, è quello di non modificare troppo la forma e di non riempirle troppo, utilizzando magari un gel colorato o trasparente e pettinandole, al massimo utilizzando dei prodotti in polvere per riempire ma senza modificare la forma. “Acquistano sempre più importanza per il make up, ma devono essere reali per cui si possono definire, rinfoltire, spettinare anche, ma senza creare effetti troppo pieni e soprattutto con prodotti che ne garantiscano la tenuta, per non ritrovarsele in disordine a metà giornata», raccomanda Michele Magnani, senior make up artist Mac Cosmetics. E Jimena Garcia, inoltre, consiglia una specifica routine che consiste in spazzolatura, massaggio, esfoliazione e nutrimento con olio di ricino, da lei ritenuto il prodotto migliore, non fosse altro perché utilizzato da seimila anni per la cura dei capelli. © Fornito da D La Repubblica

LE PREFERITE DA MEGHAN MARKLE

Se, dunque, il consiglio dell’eyebrow guru è quello di adattare le sopracciglia alla forma del volto, senza necessariamente inseguire un modello, la quasi principessa Meghan Markle pare invece adorare la forma di quelle di Audrey Hepburn, non troppo arcuate, folte, sagomate e sfumate in modo tale da sollevare lo sguardo, uno dei tratti che più la caratterizzavano considerato anche che in quel periodo le altre attrici le portavano sottili, arcuate e ben modellate. Il trattamento che permette alla Markle di ottenerle come la protagonista di Colazione da Tiffany si chiama proprio “The Audrey Brow”, costa 65 sterline ed è realizzato nel salone londinese Nails and Brow a Mayfair da Sherrille Riley, raccomandato nel 2016 da un altro membro della famiglia reale. "Diamo forma e coloriamo con una matita marrone e un tocco di nero, per un aspetto naturale molto morbido. Si tratta solo di accentuare le sue caratteristiche nel modo più facile", spiega la Riley, che si prende cura anche delle sopracciglia della principessa Beatrice.

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