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Borse giù, effetto tassi non dà tregua. A Piazza Affari cade ancora Tim

Logo Il Sole 24 Ore Il Sole 24 Ore 19/01/2022 di Chiara Di Cristofaro ed Enrico Miele
© Fornito da Il Sole 24 Ore

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Non c’è tregua sui listini mondiali che, dopo aver inaugurato l’anno di buon passo, hanno iniziato a perdere terreno nelle ultime sedute in scia all’ipotesi di una stretta monetaria della Fed, più rapida del previsto, per contrastare l’inflazione negli Usa. Già nella seduta di martedì a mandare in rosso i mercati ci ha pensato il balzo dei rendimenti sull’obbligazionario, con il Bund decennale a un passo dal diventare positivo (-0,015%) e il Treasury ormai tornato ai livelli pre Covid, con le vendite che hanno continuato a colpire in particolare i titoli tecnologici.

La convinzione degli operatori è ormai che la Federal Reserve alzerà i tassi d'interesse almeno quattro volte nel 2022. Tutto questo mentre resta alta la preoccupazione per il diffondersi del Covid-19 e dei suoi effetti sull'economia, con la Germania che ha registrato per la prima volta da inizio pandemia più di 100.000 nuovi casi in 24 ore, con 239 morti.


Video: Il nuovo lockdown a Xi'an (Mediaset)

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Continua la sua corsa al rialzo sulle tensione geopolitiche è il petrolio, con il Brent che si muove sugli 88 dollari al barile, sempre a ridosso dei massimi dall'ottobre del 2014.

Seduta pesante per la Borsa di Tokyo trascinata dalle vendite sullo sfondo dei persistenti timori legati alle future manovre della Federal Reserve americana per controllare l'inflazione negli Stati Uniti e alla caduta di titoli importanti del listino come Sony e Toyota. L'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso in ribasso del 2,8% a 27.467,23 punti.Sony, ilproduttore di console per videogiochi PlayStation è sceso del 12,78% a 12.410 yen, il più grande calo di una singola seduta degli ultimi anni. A pesare l'annuncio della sua concorrente Microsoft, del progetto di acquisire il celebre publisher Activision-Blizzard per quasi 69 miliardi di dollari, una transazione record che rischia di minacciare il colosso giapponese del settore. Toyota, dal canto suo, è scesa del 4,97% con gli investitori hanno preso molto male l'abbandono dell'obiettivo di produrre 9 milioni di veicoli nell'anno finanziario 2021/22 che si concluderà il 31 marzo, a causa della perdurante carenza di semiconduttori. Anche l'imminente ritorno delle restrizioni sanitarie in quindici dipartimenti in Giappone di fronte all'ondata di Omicron ha pesato sul morale degli investitori.

Sul fronte macro, la giornata macro si apre con i dati sull'inflazione in Germania e Gran Bretagna, seguiti dalla bilancia dei pagamenti italiana. Chiudono gli Stati Uniti con le licenze edilizie, oltre alle trimestrali di Morgan Stanley e Bank of America.

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