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Borse in altalena e materie prime di nuovo in ascesa: effetto Del Vecchio su Mediobanca e Generali

Logo First Online First Online 28/06/2022 Ugo Bertone
oro e petrolio © FIRSTonline oro e petrolio

“Non è il caso di preoccuparsi per gli assetti di Mediobanca e di Generali dove probabilmente non cambierà nulla. Semmai, di fronte alla scomparsa di uno dei più grandi imprenditori italiani, dovremmo porci una domanda: il nostro paese è ancora capace di esprimere una tale capacità di visione e innovazione? Di creare un’impresa di dimensione globale dal nulla? Temo che la risposta sia no”. Stefano Caselli, professore di intermediari finanziari alla Bocconi interpreta così le possibili conseguenze della scomparsa di Leonardo Del Vecchio, il gigante che dal nulla ha saputo creare Luxottica, l’azienda leader mondiale degli occhiali, ma ha anche tenuto sulla corda i protagonisti della finanza del Bel Paese, sollecitando, non si sa con quanto fondamento, una visione più ambiziosa per Mediobanca -2,16% e Generali -3,03%, lunedì alla chiusura di Borsa.

Cala l’appeal speculativo di Generali e Mediobanca 

Il calo di entrambe le azioni sta a dimostrare il calo dell’appeal speculativo e la convinzione dei mercati che il nuovo leader, Francesco Milleri, designato a vita dal fondatore, dovrà innanzitutto consolidare la presa su Essilor Luxottica prima di farsi assorbire dai giochi bancari. Ma Piazza Affari, comunque, sente di aver perduto un protagonista assoluto, capace di pensare in grande.

Lunedì Milano la piazza peggiore, oggi future Eurostoxx -0,5%

La scomparsa di Leonardo Del Vecchio ha spinto al ribasso la Borsa di Milano, la peggiore in assoluto in un avvio di settimana piatto che trascina i mercati verso la loro peggior performance dal 1970. La fuoriuscita dalla fase Orso avviata la scorsa settimana, si è fermata, complice il rimbalzo delle materie prime ed il ritorno delle vendite sulle obbligazioni. 

  • Il future dell’indice EuroStoxx5 è in calo dello 0,5%. Poco mosso quello sull’indice S&P. Lo spread riparte a 196 punti.

Perdono colpi le Borse cinesi in apertura

In Asia Pacifico, l’indice Hang Seng di Hong Kong arretra (-0,8%) dopo tre sedute consecutive di rialzi.Il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen perde lo 0,7%. Nikkei di Tokyo +0,2%. Sale Sidney +0,7% grazie alla spinta delle società delle materie prime.  

Giù i mercati Usa. In ribasso Nike dopo i conti

  • Anche Wall Street.dopo un avvio promettente, è scivolata nell’anonimato: Dow Jones -0,2%, S&P 500 -0,30%. Il Nasdaq -0,75% perde parte dei guadagni di venerdì, la seduta più effervescente degli ultimi due anni.
  • I dati, pur confortanti, sui beni durevoli così come i primi segnali di frenata dell’inflazione segnalati dall’università del Michigan e l’aumento delle vendite di nuove case (primo segno più dopo sette ribassi)non hanno avuto seguito. “In questo mercato –nota un gestore di Lombard Odier . le notizie macro positive favoriscono le vendite per paura di nuovi rialzi dei tassi”.
  • Risale il T Bond a 3,193%,però assai al di sotto del massimo di giugno (3,4825).
  • Nel dopo borsa ha diffuso i conti del trimestre Nike: il titolo è arrivato a perdere il 3%, dopo una prima reazione positiva. I ricavi sono saliti del 3%, a 12,2 miliardi di dollari, grazie alla spinta del canale online, più che capace di rimediare al tonfo della Cina (-20%). L’utile per azione si è attestato a 90 centesimi di dollaro. La società ha anticipato un esercizio fiacco a livello di redditività, il primo margine è stimato al massimo in linea con quello precedente, ma con la possibilità di un’erosione di cinquanta punti base.  
  • I riflettori dei mercati sono oggi puntati sul forum dei banchieri centrali di Sintra, in Portogallo, che culminerà domani nell’atteso confronto tra Christine Lagarde e Jerome Powell.
  • Nell’attesa i mercati hanno vissuto una seduta senza una direzione precisa. A Parigi il titolo Essilor Luxottica ha ceduto il 2,16%. Francesco Milleri, oggi uno degli Ad del gruppo, dovrebbe assumere la presidenza.

Petrolio a 111 dollari ignora il G7

Il G7 si è concluso con l’approvazione del piano Usa per un tetto al prezzo del petrolio russo ancor tutto da definire nei dettagli. Nessuna novità per il price cap sul gas naturale, come invece chiedeva l’Italia.

Le decisioni dei Grandi non impediscono al petrolio di salire per il terzo giorno consecutivo, a 111 dollari il barile. La situazione politica in Libia sta peggiorando, mettendo a rischio le esportazioni di greggio. In Ecuador le dimostrazioni anti governative rischiano di portare alla chiusura di alcuni impianti estrattivi: 

Anche l’oro non sembra patire la minaccia di embargo, poco mosso a 1.825 dollari l’oncia.  Terzo giorno di rialzo dell’indice Bloomberg Commodity.

Borsa Milano, titoli alla ribalta

Pochi scambi in Piazza Affari nel primo giorno di aumento di capitale da 2 miliardi di euro di Saipem. Il titolo, che non è riuscito a fare prezzo per quasi l’intera seduta lunedì, ha guadagnato nel finale il 43,94%. Fermi per gran parte degli scambi anche i diritti, che hanno lasciato sul campo il 26,41%. Modesti gli scambi: 460.673 pezzi per un controvalore di 0,79 milioni. Più attivi i diritti: 188.452 pezzi, per un controvalore di 3,2 milioni.

Ovs, leader del retail al 20% controllato da Tamburi, ha firmato una lettera di intenti per rilevare i 37 magazzini e i 100 negozi Coin Casa in Italia.

Webuild fa un passo in avanti nell’alta velocità in Usa: la Corte Suprema del Texas si è pronunciata a favore del diritto dello Stato di acquisire la terra necessaria per costruire un collegamento ad alta velocità di 379 km tra Dallas e Houston. Webuild ha firmato nel 2021 un contratto con Texas Central LLC per le opere civili del progetto da 16 miliardi di dollari.

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