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Il Ftse Mib corre con petroliferi, automotive e banche. Riflettori ancora puntati Tim

Logo First Online First Online 07/07/2022 Redazione FIRSTonline
Entrata di Palazzo Mezzanotte a Piazza Affari, sede di Borsa Italiana © Imagoeconomica Entrata di Palazzo Mezzanotte a Piazza Affari, sede di Borsa Italiana

Borse europee toniche a metà giornata. Il Ftse Mib corre e guida i rialzi dei listini europei. Dopo le minute della Fed, l’attenzione dei listini è rivolta verso i verbali della Bce che saranno pubblicati in giornata.

Dai documenti pubblicati mercoledì sera è arrivata la conferma che la banca centrale americana aumenterà il costo del denaro di altri 75 punti base nella prossima riunione del 26 e 27 luglio, mentre sull’inflazione l’intenzione è quella di utilizzare la “mano forte”. La Bce farà lo stesso? I mercati hanno qualche dubbio. Il timore è che la crisi energetica possa incidere in maniera pesante sull’andamento dell’economia, inducendo l’Eurotower a ridimensionare i rialzi dei tassi in programma. 

Ftse Mib corre, bene le Borse europee a metà giornata

In questo contesto i listini continentali viaggiano col vento in poppa, nonostante il dato deludente sugli ordini industriali in Germania, cresciuti a maggio dello 0,2% a fronte di attese pari a +0,4%. 

A guidare i rialzi è Piazza Affari che a metà giornata guadagna l’1,9% a 21.320 punti base. Salgono dell’1,5% Parigi e Francoforte, mentre Madrid segna +1,66%. In territorio ampiamente positivo anche Londra (+1,22%), nonostante il terremoto politico che ha costretto Boris Johnson a dimettersi

A Piazza Affari la protagonista è ancora Tim

A Milano gli occhi degli investitori sono ancora tutti su Tim (-0,5%) dopo il cda che ha approvato la separazione verticale del business: servizi da un lato con ServiceCo, rete fissa dall’altro con NetCo. Nel corso della giornata, durante il Capital Markets Day, la società scenderà nel dettaglio con investitori e stampa. 

In vetta al Ftse Mib ci sono i titoli petroliferi, con Saipem che segna un rialzo a doppia cifra (+12%) e Tenaris che guadagna l’8,24% dopo che gli analisti di Jefferies hanno alzato il giudizio da hold a buy e il target price da 15,50 a 20 euro. In rialzo del 2,9% Eni. 

Continuano gli acquisti sull’automotive, con Stellantis e Iveco che salgono rispettivamente del 4,9% e del 6,2% e Cnh che incrementa il proprio valore del 3,76%. In grande spolvero le banche: Unicredit (+5%), Banco Bpm (+4,84%), Bper (+3,77%).

Maglia nera del Ftse Mib è Amplifon (-4%), seguita da Diasorin (-1%). 

Petrolio sulle montagne russe, valute in fibrillazione

Lo spread tra Btp e Bund si muove sopra la soglia psicologica dei 200 punti base, attestandosi a quota 203 (+2,89%).

Incerto il petrolio, con il Brent sopra i 100 dollari al barile (+0,8%) e il Wti sotto (99,33 dollari +0,8%). Ancora in rialzo il prezzo del gas, che viaggia intorno ai 177 euro al MWh.

Passando al valutario, la possibilità che la Bce si muova in maniera più prudente rispetto alla Fed causa l’ennesima caduta dell’euro, sceso sotto la soglia di 1,02 sul dollaro.

Movimento opposto per la sterlina, che dopo le dimissioni di Boris Johnson si è impennata fino a 1,199 nel cambio con il dollaro, per poi assestarsi a 1,197 mentre l’euro è sceso fino a un minimo di 85,12 pence per poi risalire a 85,23 pence.


Video: Ma le tensioni restano forti (Mediaset)

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