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Nasdaq di nuovo in forte ribasso manda in rosso anche Piazza Affari e tutte le Borse europee

Logo First Online First Online 24/05/2022 Maria Teresa Scorzoni
Nasdaq © Imagoeconomica Nasdaq

Le vendite su Snap (proprietaria di Snapchat) e sui titoli tecnologici travolgono Wall Street e imprimono una ulteriore spinta al ribasso ai listini europei, che chiudono negativi. 

Piazza Affari perde l’1,08% e scivola nuovamente sotto i 24mila punti, fermandosi oggi a 23.876. Il principale indice milanese limita i danni soprattutto grazie alle banche, mentre il rosso è più acceso ad Amsterdam -2,04%, Francoforte -1,74% e Parigi -1,66%. Fanno meglio Madrid, +0,06%, e Londra, -0,35%.

L’ottimismo visto ieri sui mercati si è esaurito nell’arco di 24 ore e l’incertezza si è ripresa la scena in un contesto geopolitico difficile, tra guerra in Ucraina e notizie che bombardieri nucleari cinesi e russi hanno fatto un volo sul Mar del Giappone, durante la visita a Tokyo del presidente Usa Joe Biden, il quale, ieri, si è tra l’altro impegnato a difendere militarmente Taiwan in caso di invasione della Cina. Secondo il ministero della difesa russo si è trattato di esercitazioni congiunte per pattugliare la regione dell’Asia-Pacifico.

Economia col fiatone

In primo piano restano inoltre le preoccupazioni per l’andamento del Covid in Cina e per le politiche delle banche centrali, mentre l’economia continua a correre, ma con il fiatone.

I dati macro di stamani sul Pmi della zona euro fotografano un rallentamento della crescita del blocco a causa della scarsa disponibilità di materie prime che frena l’espansione del settore manifatturiero. L’economia appare solida, ma decade un po’. 

L’indice Pmi flash Composite a cura di S&P Global, visto come un buon barometro dello stato complessivo, scende a 54,9 punti a maggio, dai 55,8 di aprile. La lettura flash relativa all’industria manifatturiera arretra a 54,4 da 55,5 punti, al di sotto dei 54,9 punti.

Negli Usa i dati mostrano un rallentamento delle attività a maggio, a causa dell’incremento dei prezzi che raffreddano la domanda di servizi, mentre i nuovi problemi sul lato dell’offerta, a causa dei lockdown in Cina e del conflitto in Ucraina, ostacolano il lavoro delle fabbriche. 

Effetto domino di Snap (-40%)

A proposito di rallentamento economico è significativo il fatto che la società del social network Snapchat (Snap, -40% a New York), ha avvertito che nel trimestre in corso non riuscirà a raggiungere le proprie previsioni di ricavi e utili, fissate appena un mese fa, a causa di un deterioramento dell’economia “più profondo e rapido del previsto”. Il crollo di Snap ha un effetto domino su tutto il settore dei social media e sulle big americane come Meta (-9,96%), Twitter (-3,65%), Apple (-3,36%), Amazon (-4,02%), con il Nasdaq che cede il 2,7%.

Un sondaggio di Bank of America sui gestori di fondi per il mese di maggio, citato da Reuters, dice che gli investitori hanno una tendenza sempre più ribassista nei confronti dei titoli tech, con una netta inversione di tendenza rispetto al trend rialzista degli ultimi 14 anni. Secondo il sondaggio, l’allocazione di portafoglio dei titoli del comparto in questione è scesa di 23 punti percentuali su mese.

In altri settori si segnala il crollo di Abercrombie & Fitch (-28,96%), dopo che la società ha tagliato le sue previsioni di vendita e ritirato la sua previsione per l’intero anno per il margine lordo e i costi, citando la “volatilità nel trasporto di merci e altri costi.

“Niente panico” dice Lagarde e fa tremare i polsi 

I vari titoli azionari reagiscono inoltre in modo diverso all’orientamento degli istituti centrali decisi a bloccare l’inflazione. Le banche vedono un ritorno dei guadagni dalla fine dell’era dei tassi zero, ma la maggior parte degli investitori teme che una stretta possa provocare una recessione. Per quanto riguarda la Fed si attendono i verbali dell’ultima riunione e l’intervento in giornata del presidente Jerome Powell.

Christine Lagarde sceglie invece un’espressione infelice dicendo “non siamo in modalità panico” ed evocando un’immagine da far tremare i polsi.  

La presidente della Bce, parlando a Bloomberg Television al World Economic Forum di Davos, ha garantito che Francoforte “non è in modalità panico” ma uscirà dai tassi negativi entro il terzo trimestre. Ieri in un post sul blog della banca centrale Lagarde aveva indicato di attendersi un primo rialzo dei tassi a luglio e l’uscita dai tassi negativi (ora siamo a -0,50% sui depositi) entro la fine del terzo trimestre.

Sempre dal Forum invece il governatore della Banca centrale francese e membro del consiglio Bce, Francois Villeroy de Galhau, ha invece sottolineato: “Voglio essere chiaro, in questo momento non c’è consenso su un rialzo dei tassi da mezzo punto”.

L’atteggiamento della Bce aveva già ieri spinto la moneta unica in rialzo contro il dollaro. La buona intonazione prosegue e al momento il cambio contro il biglietto verde si muove in rialzo intorno a 1,072.

Restano tranquilli i titoli di Stato: lo spera tra Btp decennale e Bund di pari durata sale a 203 punti base (+1,4%), ma i tassi arretrano leggermente: +2,97% per il titolo italiano, +0,94% per il titolo tedesco.

Tra le materie prime il petrolio è in lieve progresso: Brent +0,5%, 114 dollari al barile.

Piazza Affari si piega sotto i venti dell’ovest

Si piega ma non si spazza Piazza Affari, grazie al sostegno delle banche, che restano ben intonate con Banco Bpm +1,16%, Bper +1,06%, Unicredit +0,44%, Intesa +0,2%. Bene anche Mps +3,54%. Mediobanca invece perde il 2,2%.

La blue chip migliore del giorno è Inwit +2,72%, seguita da Leonardo +1,31%. Sono deboli le utility, con l’eccezione di Terna +0,72%. In particolare resta sotto scacco A2a -2,7%, dopo le perdite di ieri con lo stacco cedola.

I venti dell’ovest piegano Stm, -3,46%, in sintonia con le vendite sui tech a livello globale.Il bilancio di seduta è pesante per Stellantis -3,21% e Moncler -3,33%. Telecom Italia cede l’1,77% sulle incertezze dei tempi relativi al piano di rete unica a causa delle riserve mostrate da Kkr, azionista della rete secondaria di Tim, anche se gli analisti non sembrano preoccupati dell’attuale stallo delle trattative.


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