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Scontro Tim-Open Fiber su rete unica tlc e numeri

Logo Milano Finanza Milano Finanza 08/04/2021 Eva Palumbo dell'Agenzia Mf-DowJones
© Milano Finanza

Botta e risposta tra Luigi Gubitosi, ad di Tim, e Franco Bassanini, presidente di Open Fiber (50% Enel, 50% Cdp). Il convegno organizzato dal dipartimento Tlc di Fratelli d'Italia "Le Nuove Reti per la crescita, l'industria italiana, cittadini" è stato il teatro dello scontro su diversi temi: la privatizzazione di Tim e il rischio di un ritorno del monopolio con la nuova rete unica delle tlc, la rete in rame di Tim e i numeri reali delle coperture della banda ultralarga in Italia.

Bassanini ha citato l'integrazione delle infrastrutture dell'incumbent Tim e quelle di Open Fiber che potrebbe accelerare il processo di coperatura del Paese evitando duplicazioni di investimenti. "Il tema è sul tavolo", ha affermato. "La rete unica potrebbe essere utile al Paese, ma non se si trattasse di un ritorno a un monopolio verticalmente integrato che incontrerebbe insormontabili difficoltà da parte delle autorità italiane e Ue". Per Bassanini c'è anche "il rischio di chi ha il legittimo interesse di diluire nel tempo la migrazione dal rame alla fibra per tutelare un asset che legittimamente fa parte dell'azienda".

Pronta la replica di Gubitosi: "assolutamente falso che Tim sia interessata a mantenere la rete in rame, anzi stiamo spingendo più di chiunque sulla rete Ftth, a casa del cliente. Non ha senso per un operatore supportare due tecnologie" sulla rete fissa, "perché supportarle entrambe sarebbe molto costoso".

Per Bassanini "o si va nella soluzione di una rete unica non verticalmente integrata, indipendete, neutrale in condizione di asicurare il massimo impegno nella migrazione dalle reti di vecchia generazione a quelle di nuova generazione oppure bisogna trovare tutti i sistemi, gli strumenti e gli incentivi per accelerare, in regime di competizione tra più infrastrutture, la copertura del paese".

Gubitosi ha difeso il progetto FiberCop, che vede insieme Tim, Fastweb e il fondo d'investimento KKR e ha adottato un modello di coinvestimento che "è l'antitesi del monopolio, che non esiste più dal secolo scorso. Piccolo non è bello in queste settore. La scala è importante, altrimenti si rischia di fare, per citare un film di Agatha Christie, come i 10 piccoli indiani di cui non ne rimase più nessuno. Il coinvestimento va nell'interesse comune perché permette a diversi soggetti di farsi parte attiva dello sviluppo infrastrutturale del Paese; è uno strumento che aumenta, non riduce, l'inclusività di un maggior numero possibile di operatori".

Il livello di concorrenza, ha continuato Gubitosi, "non si misura nel numero di soggetti che costruiscono la rete" ma "nel numero di soggetti che possono usufruire in maniera indipendente e senza vincoli delle infrastrutture realizzate, così da poter formulare offerte autonome e competitive in termini di qualità e prezzi". Per questo, Tim auspica che "possa essere recepita e accolta dal maggior numero possibile di operatori", l'offerta di coinvestimento sottoposta a market test da parte di Agcom e rivolta a tutti gli operatori interessati allo sviluppo delle reti FTTH.

Infine, resta la distanza sui numeri tra Tim e Open Fiber. "Stiamo procedendo nel nostro lavoro con tempi sufficientemente rapidi e nelle aree nere, con tempi un po' più ritardati per le regioni nelle aree bianche, ma comunque concluderemo la copertura delle aree bianche entro il 2023", ha assicurato Bassanini.

"Non sono d'accordo sui numeri", ha replicato Gubitosi. "Non riusciamo a ritrovarci sui numeri di Open Fiber e questo crea confusione sul mercato. Era inaccettabile che ci fossero aree bianche senza copertura, molte aree risentono della mancata attuazione dei bandi, quindi un piano del Governo per le aree bianche c'era ma non è stato rispettato", ha puntualizzato Gubitosi, riferendosi proprio a Open Fiber che ha vinto tutti i bandi pubblici per la costruzione della rete publica nelle aree a fallimento di mercato. Secondo l'ad di Tim è, quindi, "opportuno fare un esame, capire come siano paragonabili i nostri numeri con quelli di Open Fiber", anche invitando Bassanini a scegliere un arbitro della partita. (riproduzione riservata)

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