Stai usando una versione precedente del browser. Usa una versione supportata per vivere al meglio l'esperienza su MSN.

Tim non si riprende, senza un supporto politico meno chance di successo per la rete unica

Logo Milano Finanza Milano Finanza 07/05/2021 Francesca Gerosa
© Milano Finanza

Il titolo Tim fatica a riprendersi dal -5,52% di ieri. Al momento si limita a un progresso dello 0,48% a 0,423 euro in borsa. Su questi livelli si chiuderebbe la peggior settimana dell'anno con una perdita dell'8%, ha segnalato Websim. In ogni caso il bilancio da inizio gennaio è ancora positivo: +11%. Ieri sera Tim ha comunicato di aver presentato un esposto alla Consob a tutela della società e degli azionisti, segnalando come l'interpretazione che associa il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) presentato dal Governo con lo stop alla rete unica sia del tutto inappropriata e priva di riscontri.

In giornata ieri il ministro Colao ha ribadito che l'obiettivo del Governo è accelerare sui piani di copertura e che non compete all'esecutivo, invece, entrare nel merito degli assetti proprietari. Si va verso il varo di gare d'appalto con la possibilità di creare un consorzio tra gli operatori di telecomunicazioni per evitare una sovrapposizione di infrastrutture. Mentre un funzionario ha dichiarato: "È improbabile che la fusione tra FiberCop di Tim e Open Fiber avvenga, la digitalizzazione del paese è la priorità non la singola rete". Secondo il FT, il Governo Draghi ha segnalato la sua opposizione al ritorno al monopolio nel settore delle telecomunicazioni. 

Il Governo ha chiaramente, e opportunamente visti i tempi stretti necessari e le garanzie da dare in Europa, separato il percorso del Pnrr con quello eventuale della rete unica e quindi nella forma Equita Sim condivide la posizione di Tim che vede come totalmente indebiti i legami tra i due temi. Nella sostanza, però, il forte supporto politico al progetto espresso dal precedente Governo sembra alla Sim chiaramente venuto meno. Il beneficio per le parti coinvolte (Tim, Cdp, Kkr e Macquarie) "ci sembra evidente, ma abbiamo dubbi sul fatto che il progetto sia realizzabile senza un forte supporto politico, necessario forse anche per superare gli ostacoli regolamentari, e questo riduce le chance di successo del progetto", ha spiegato Equita.


Video: Draghi, parte la fase 2 (Mediaset)

Riproduci nuovamente video

Un altro dei rischi è che le discussioni possano fermarsi fino all'approvazione del Pnrr e al closing della cessione della quota di Enel in Open Fiber, quindi a dopo l'estate, ha avvertito Equita secondo cui, per ridare credibilità al progetto sarebbe, quindi, necessario un messaggio forte proprio dalle parti coinvolte sulla volontà di proseguire le interlocuzioni, affrontando eventualmente alcuni dei temi che possono ostacolare l'approvazione del regolatore, ad esempio il controllo societario. 

In attesa di una dichiarazione ufficiale che possa chiarire definitivamente queste voci, Intesa Sanpaolo ha notato che il cda di Cdp è in attesa di rinnovo, il che complica ulteriormente il quadro. Inoltre, "riteniamo che sia difficile valutare la valutazione assegnata a Open Fiber da Macquarie e Cdp senza considerare le sinergie di una fusione con il network di Tim. Detto questo, se non venisse creata una singola società di rete, il rischio concorrenza per Tim rimarrebbe intatto, il che è negativo soprattutto in vista del lancio dell'offerta di rete fissa da parte di Iliad", ha concluso Intesa Sanpaolo.

Comunque, Mediobanca Securities continua a credere che gli sforzi congiunti: una singola rete o investimenti condivisi nell'implementazione della fibra (pubblica e privata) potrebbero accelerare il processo e far risparmiare. Anche la proposta del consorzio, ha rimarcato la banca d'affari, è "un'opzione volta ad evitare duplicazioni degli investimenti, incoraggiando investimenti congiunti finanziati da contributi pubblici eliminando ogni rischio dal lato della regolamentazione. Più dettagli sul piano di transizione digitale dovrebbero essere forniti entro l'estate. Nel frattempo, FiberCop di Tim è ora attiva e funzionante e farà accelerare la copertura FTTH.

Diversamente da Mediobanca, che ha un rating neutral e un target price a 0,58 euro sul titolo Tim, Equita e Intesa Sanpaolo restano tra quei broker che hanno una visione positiva (buy e target price a 0,51 euro la prima, buy e target price a 0,57 euro la seconda). Il consenso raccolto da Bloomberg a oggi registra 16 buy, 10 neutral, 2 sell con un target price medio a 0,60 euro. Graficamente, "la caduta di ieri ha riportato il prezzo su livelli interessanti per acquisti sulla debolezza ovvero a ridosso della trendline crescente avviata dai minimi del novembre 2020. Il ritorno sopra 0,432 euro fornirebbe un primo segnale di riequilibrio", ha indicato Websim per cui è scattata una strategia long da 0,43 euro: sfruttare la debolezza per comprare o incrementare le precedenti posizioni. Stop loss sotto quota 0,40 euro. (riproduzione riservata)

Scegli tu!
Scegli tu!

Altro da Milano Finanza

image beaconimage beaconimage beacon