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Unicredit, l’ad Orcel vara una struttura più snella e divide in due l’Europa centro orientale. Ma Blackrock vota contro il suo maxi stipendio

Logo Business Insider Italia Business Insider Italia 16/05/2021 Vittorio Da Rold
Andrea Orcel nel 2012. AFP Justin Tallis/AFP via Getty Images © Fornito da Business Insider Italia Andrea Orcel nel 2012. AFP Justin Tallis/AFP via Getty Images

Blackrock, tra i maggiori azionisti di Unicredit con il 5,158%, alla scorsa assemblea del 15 aprile ha votato contro le politiche di remunerazione del gruppo in cui rientra anche la retribuzione del nuovo ceo Andrea Orcel. E’ quanto emerge dal resoconto sulle votazioni e pubblicato sul sito della banca. L’assemblea ha approvato le politiche di remunerazione con il 54,1% del capitale presente, mentre il 42,6% ha votato contro.

Tra chi ha votato contro anche Allianz Global Funds, Ubs asset Management Life, Goldman Sachs variable insurance trust e diversi altri fondi. La maxi retribuzione da 7,5 milioni di euro di Orcel è finita nel mirino dei proxy Glass Lewis e Iss che hanno definito “problematico” il pacchetto retributivo contestando anche il premio una tantum basato su azioni corrispondente al 200% della retribuzione fissa.

La nuova struttura organizzativa

Intanto l’Unicredit di Andrea Orcel, che ha sostituito Jean Pierre Mustier al comando, ha varato la nuova struttura organizzativa e il team manageriale che avrà anche la responsabilità di sviluppare il nuovo piano strategico nella seconda metà del 2021. La nuova struttura crea un nuovo comitato esecutivo chiamato “Group Executive Committee (Gec)” e composto da quindici membri rispetto ai 27 precedenti. Così si elimina un livello gerarchico “minimizzando la presenza di co-head alla guida di strutture e business”, si legge in una nota della banca di Piazza Gae Aulenti, posizionando “l’Italia come geografia autonoma, riflettendone l’importanza cruciale per il gruppo”. Ridurre, snellire, semplificare sono le parole più ricorrenti in ogni varo di nuova organizzazione societaria ma spesso le buone intenzioni degli amministratori si scontrano con le precedenti abitudini burocratiche e routinarie dure a morire.

La nuova struttura organizzativa di Unicredit fa comunque sparire lo stravagante sistema dei co-head o dei due consoli voluti da Mustier che raddoppiava le figure per ogni incarico di rilievo.

“Italia, Germania, Europa Centrale ed Orientale costituiscono le aree geografiche a diretto riporto del ceo”, aggiunge il comunicato della banca. In più “posiziona l’Italia come geografia autonoma. Viene introdotta una struttura a matrice” mentre l’area di Corporate and Investment Banking (CIB) si occupa di tutte le aree.

La nuova struttura crea una nuova divisione Digital che dovrebbe portare una svolta “tecnologica, sottolineando l’importanza critica di quest’area per le sfide future del business”.

La novità “avvia un ambizioso programma di semplificazione in tutta l’organizzazione, a partire dalla SpA, riducendo il numero di comitati da quarantaquattro ad un massimo di quindici/venti e costituisce una nuova divisione People and Culture che estende il mandato della precedente funzione di Human Capital”, oltre a istituire “un CEO office che include le aree di Strategy and Optimization e Stakeholder Engagement”, con entrambe le funzioni faranno parte del Gec.

I nuovi nomi del team

Nella riorganizzazione di Unicredit Niccolò Ubertalli, già responsabile della banca in Turchia, è l’head per Italia. Ci sono poi le conferme come Cfo per Stefano Porro, di Richard Burton a capo del Cib, di TJ Lim come Group Risk Officer, Serenella De Candia (Group Compliance) Gianpaolo Alessandro (Group Legal Officer), di Ranieri De Marchis che diventa unico Group Operating Officer.

Gianfranco Bisagni diventa Head per l’Europa Centrale. Head in Germania è Michael Diederich mentre per l’Est Europa è Teodora Petkova.

Group People & Culture Officer è Annie Coleman e Group Digital & Information Officer è Jingle Pang (ad interim Daniele Tonella). Head of Group Strategy & Optimisation è invece Fiona Melrose, Joanna Carss, con precedenti esperienze in primarie banche d’investimento ed internazionali come Deutsche Bank, Merrill Lynch, Goldman Sachs e UBS, è Head of Group Stakeholder Engagement. I nuovi ingressi nel gruppo sono Melrose, Carss, Coleman e Pang. Francesco Giordano e Carlo Vivaldi, in lizza per l’incarico di “dg di transizione” pochi mesi or sono, escono di scena dagli incarichi di vertice appena elencati.

La prima visita di Orcel in una filiale a Torino

Infine Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, ha scelto Torino per la sua prima visita in una filiale della banca che è stato chiamato a guidare, in via XX Settembre, nei locali che furono della sede storica della Cassa di Risparmio di Torino. “Dopo l’annuncio della nuova struttura organizzativa e del nuovo team manageriale che avrà la responsabilità di guidare il business e sviluppare il nuovo piano strategico, – si dice in una nota – un segnale concreto della centralità della rete commerciale e delle persone di UniCredit che costituiscono il motore del successo del Gruppo”. “Il posizionamento dell’Italia nel nuovo assetto della banca riflette – si afferma ancora – l’importanza cruciale che questo Paese riveste per UniCredit che ne onora così le radici, l’essenza e lo spirito, riconoscendoli parte integrante e di valore del Dna del Gruppo”. Un chiaro segnale che Orcel punta a rilanciare la performance della banca in Europa senza dimenticare gli annosi problemi dell’Italia.

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