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Bonomi a Conte: "Sul Recovery fund non si può fallire. Serve riforma ammortizzatori sociali, smontare parte del Reddito di cittadinanza"

Logo La Repubblica La Repubblica 29/09/2020
© Fornito da La Repubblica

MILANO - Il presidente degli industriali, Carlo Bonomi, va in pressing sul governo Conte richiamando la necessità di riformare gli ammortizzatori sociali e non fallire l'appuntamento con il Next generation Eu, il piano europeo di rilancio post-pandemia consegnando anche all'esecutivo un volume di 385 pagine, 'Il coraggio del futuro - Italia 2030-2050', in cui "è indicata la nostra visione di Paese e sono declinate in dettaglio tutte le proposte e le misure che proponiamo al Governo per il rilancio dell'economia"."Servono scelte per l'Italia del futuro. Scelte anche controvento. Serve il coraggio del futuro", dice all'assemblea di Confindustria il leader degli industriali aprendo così il suo intervento e rivolgendosi subito dopo al premier Giuseppe Conte: "Presidente, lei ha detto: 'Se sbaglio sull'utilizzo del Recovery Fund, mandatemi a casa'. No, signor presidente. Se si fallisce, nei pochi mesi che ormai che ci separano dalla definizione delle misure da presentare in Europa, non va a casa solo lei. Andiamo a casa tutti. Il danno per il Paese sarebbe immenso". E avverte: "Non ce lo possiamo permettere. È tempo di una azione comune, oppure non sarà un'azione efficace".

Video: Confindustria, Bonomi a Conte: "Su Recovery Fund vietato fallire o andiamo a casa tutti"

In un discorso che chiede un "nuovo patto per l'Italia" e di "mettere al centro di tutto i giovani e le donne", evitando di diventare un "Sussidistan", toccando uno dei temi caldi per la maggioranza - la revisione del Reddito di cittadinanza - Bonomi l'inscrive in un più ampio ridisegno degli ammortizzatori sociali. Serve "una profonda" riforma degli ammortizzatori sociali, tema sul quale "abbiamo inviato a metà luglio a governo e sindacati una proposta dettagliata, cui finora non abbiamo visto seguito", dice all'assemblea generale. "Essa si ispira al varo di vere politiche attive del lavoro, smontando la parte di Reddito di cittadinanza non destinata al contrasto alla povertà ma destinata in teoria alle politiche del lavoro che però, di fatto, per constatazione ormai unanime non funziona", sottolinea Bonomi.

Quanto alla riforma fiscale, la proposta è lanciata: "Perché passare alla tassazione diretta mensile solo per i 5 milioni di autonomi? - si è domandato in riferimento al ventilato passaggio alla tassazione mensile per cassa -  Facciamo lo stesso per tutti i lavoratori dipendenti, sollevando le imprese dall'onere ingrato di continuare a svolgere la funzione di sostituti d'imposta addetti alla raccolta del gettito erariale e di essere esposti alle connesse responsabilità. Sarebbe una bella prova che lo Stato metta tutti sullo stesso piano - dice Bonomi facendo riferimento all'evasione presunta di autonomi e dipendenti - senza più alimentare pregiudizi divisivi a seconda della diversa percezione del reddito".

Al capitolo delle pensioni, Bonomi dice che la norma per il superamento di Quota100 non deve pesare sulle spalle dei più giovani. "Significa all'esaurirsi di Quota 100 tra un anno - ha detto parlando di riforme che guardino a giovani e donne - non immaginare nuovi schemi previdenziali basati su meri ritocchi, come leggiamo quando si parla di Quota 101. Cioè nuovi regimi che continuerebbero a gravare sulle spalle dei più giovani".

Debito pubblico, ora dire la verità

Confindustra chiede anche un'operazione verità sul debito. Servono interventi che diano sostenibilità al maxi debito pubblico intaliano, anche perché gli interventi straordinari della Bce sui mercati potrebbero terminare un giorno. Bonomi cita Mario Draghi: nella crisi la differenza non è tra più o meno debito, ma tra quello buono e non buono. "L'unico debito buono è quello utilizzato a fini produttivi".

 

"Da rinuncia a Mes danno certo. Lo spirito? Come Zanardi"

Molto netta anche la posizione su possibile ricorso al Mes. "Nell'entusiamo per i 208 milioni che ci vengono dall'Europa, e che si aggiungono al Sure e alle nuove linee di credito Bei, tende a svanire l'attenzione sul danno certo per il Paese se il Governo rinuncia a Mes sanitario privo di condizionalità", ha detto Bonomi. In generale, lo spirito dell'Italia - ha aggiunto - deve essere quello di un grande sportivo come Alex Zanardi. Servono scelte difficili, ma non impossibili".

Bonomi chiede anche che le gare pubbliche siano trasparenti e che la concorrenza resti la stella polare: "In Italia abbiamo fatto passi indietro sulla concorrenza delle gare pubbliche, stiamo tornando a un uso massiccio dell'affidamento diretto. Ancora non sappiamo i termini con cui sono avvenuti gli affidamenti per 2,4 milioni di nuovi banchi nelle scuole".

 

Nessun blocco ai contratti

"Confindustria sta subendo una serie di accuse sindacali, e non solo, sulla nostra presunta contrarietà al rinnovo dei contratti. Nessuno ha mai parlato di blocco della contrattazione. Mi sembra improprio essere considerati nemici dei contratti se quello sulla sanità si chiude in 14 settimane dalla mia nomina, mentre i sindacati dicono che mancavano da 14 anni". Bonomi ricorda ai sindacati che "le regole in materia di contratti due anni fa sono state sottoscritte con tutti i sindacati confederali. Qualche leader sindacale ha dichiarato che gli imprenditori sarebbero 'furbetti'. Se proprio c'è qualcuno che vuol fare il furbo, è chi quelle regole due anni fa le ha firmate, e oggi s'inventa polemiche perché non vuole rispettarle".

Video: Recovery Fund, Conte: "Grazie a noi l'Europa è cambiata. Ora obbligatorio vincere sfida della ripresa"

Conte: "Recovery Fund è frutto anche della nostra determinazione"

Nel suo intervento, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rivendicato il ruolo ricoperto dal governo italiano nella trattativa europea che ha portato al Recovery Fund che, ha detto,' è frutto anche della "determinazione di una squadra che ha lavorato duramente affinchè si cambiasse passo" in Europa. Questo governo - ha rivendicato il premier - "ha promosso una nuova impostazione" in Europa "secondo la quale i destini dei Paesi dell'Europa sono connessi e solo un piano lungimirante e ambizioso avrebbe potuto innescare" un vero rilancio.

Quanto alle decisioni assunte dal governo in coincidenza con l'esplodere dell'emergenza, Conte ha rimarcato: "In Italia abbiamo afferrato da subito che sarebbe stato impossibile porsi il problema della tutela del tessuto produttivo trascurando la salute delle persona. Lo abbiamo capito sin da quando i lavoratori si sono rifiutati di entrare in fabbrica, e non eravamo ancora al lockdown". "Abbiamo afferrato un principio fondamentale: non si può tutelare l'economia senza tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini", ha detto ancora Conte. "Ognuno è  libero di valutare autonomamente se l'azione del governo è stata soddisfacente o meno ma sarebbe corretto riconoscere che questo governo è riuscito ad attenuare l'impatto dell'emergenza con una mobilitazione di risorse che non ha precedenti".

 

Patuanelli: "Terremoto nell'industria, lo Stato ci sarà"

Dal palco ha parlato anche il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli.  "C'è stato un terremoto nel sistema industriale italiano, lo Stato deve esserci altrimenti solo macerie da raccogliere  e non potremo permettercelo", ha detto. "Registriamo timidi segnali di ripresa ma resta comunque la preoccupaizone di fondo, l'incertezza che pesa sull'andamento dell'economia", ha sottolineato il ministro. "Questo Paese - ha aggiunto - ha subito una ferita profonda tutti noi l'abbiamo subita ma non ci siamo mai arresi".  "Abbiamo bisono di un paese dove sia semplice fare impresa", ha detto ancora Patuanelli. "Penso che lo Stato - ha detto - debba accompagnare le imprese verso il nuovo mondo Non sedersi nei cda delle aziende, ma stare al fianco delle imprese e le sostenga". Patuanelli ha parlato di centralità dell'impresa, della crescita e della sostenibilità. "Senza la sostenibilità economica e sociale non c'è sostenibilità ambientale: questo concetto sarà la nostra guida".

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