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Continua la guerra delle banche alla liquidità sui conti correnti. La danese Danske applica tassi negativi sui depositi già da 13.500 euro

Logo Business Insider Italia Business Insider Italia 10/05/2021 Carlotta Scozzari
Danske Bank a Stoccolma, Svezia - LEIF BLOM/AFP via Getty Images © Fornito da Business Insider Italia Danske Bank a Stoccolma, Svezia - LEIF BLOM/AFP via Getty Images

Le banche dell’Unione Europea continuano a prendere provvedimenti rispetto alla montagna di liquidità che si sta accumulando sui conti correnti dei clienti. L’ultima in ordine di tempo a correre ai ripari in modo eclatante è stata la danese Danske Bank, che nei giorni scorsi ha fatto sapere che abbasserà a 100mila corone, vale a dire quasi 13.500 euro, il limite per l’applicazione di tassi di interesse negativi ai depositi. Già lo scorso novembre Danske aveva portato la soglia da 1,5 milioni a 250mila corone. Il nuovo provvedimento – segnalato nella newsletter settimanale di SoldiExpert – entrerà in vigore dal primo luglio e il tasso applicato, e quindi il costo da pagare per il cliente, oscillerà tra lo 0,6% della giacenza per i privati e l’1% per alcune imprese. “Stiamo sperimentando – ha spiegato il responsabile clienti della banca danese Mark Wraa-Hansen – livelli inusuali di tassi di interesse da un periodo di tempo troppo lungo e non c’è alcun segnale di cambiamento. Allo stesso tempo, assistiamo a un significativo incremento dei depositi, che con questi tassi si traduce in una spesa considerevole per la banca”.

Insomma, la motivazione per cui la banca danese ha deciso di abbassare il limite per fare scattare tassi negativi, quindi con annesso pagamento da parte della clientela, è quella che gli istituti di credito, italiano compresi, vanno ripetendo ormai da un po’: l’eccessivo costo della liquidità. In altri termini, i tassi interbancari negativi assottigliano il margine di interesse e la liquidità renderebbe di più all’intermediario se trasformata in un investimento o in un prestito. Da ricordare che già dal 2012 la banca centrale danese (Danmarks Nationalbank, Dnb) ha deciso di adottare tassi di interesse di riferimento negativi, mentre la Banca centrale europea (Bce) li ha introdotti successivamente.

“Questa cosa deve finire” ha tuonato subito dopo la notizia del nuovo provvedimento di Danske il ministro danese con responsabilità sulla legislazione bancaria, Simon Kollerup, che in un commento a Bloomberg ha aggiunto: “La mia preoccupazione è che le banche continuino col giro di vite per i tassi negativi e che in media i danesi dovranno pagare per tenere il denaro sul conto”.

© Fornito da Business Insider Italia La lettera che Fineco ha inviato ai correntisti

Posto che in Italia la possibilità di applicare ai conti correnti tassi negativi è controversa, di recente, con motivazioni analoghe, Fineco e Unicredit hanno preso importanti provvedimenti contro le maxi giacenze sui depositi. La prima, con una iniziativa unica nel suo genere, ha annunciato la chiusura dei conti con oltre 100mila euro e in assenza di investimenti o prestiti con la stessa banca. Mentre il gruppo oggi guidato da Andrea Orcel ha annunciato canoni più salati per i clienti vecchi e nuovi, parlando esplicitamente di un peggioramento della situazione “acuito dal sensibile aumento dei volumi dei depositi registrato nell’ultimo anno”.

© Fornito da Business Insider Italia Raccolta bancaria – Abi

Video: E' guerra sui vaccini e la pandemia corre (Mediaset)

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Leggi anche: Fineco avvisa i clienti: ‘Se avete più di 100mila euro sul conto corrente, siete a rischio chiusura’

A riguardo, gli ultimi dati dell’Abi, fotografavano nel mese di marzo liquidità per 1.748,6 miliardi nei depositi da clientela residente in Italia, in crescita del 9,2% rispetto al dato di 12 mesi prima (1.602) e appena inferiore rispetto al dato record di 1.752,6 miliardi registrato a febbraio. Ciò a conferma del fatto che chi, nei mesi della pandemia, è riuscito a mantenere il lavoro è anche riuscito a risparmiare a causa della chiusura di molte attività economiche ed essendo costretto a restare soprattutto in casa.

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In una recente nota è intervenuto sulle varie misure prese dalle banche per disincentivare la maxi liquidità sui conti correnti Paolo Benazzi, general manager di SOStariffe.it, che ha commentato: “Credo si tratti di una manovra assolutamente condivisibile da parte degli istituti di credito che, tra gli altri obiettivi, hanno anche quello di favorire la crescita della cultura finanziaria. Le banche, infatti, hanno un ruolo sociale importante in questa fase, quello di spingere i risparmiatori a riflettere su una gestione più efficiente del proprio risparmio e a indirizzare la liquidità verso l’economia reale”. Per Benazzi è “fondamentale che i correntisti comprendano a fondo che troppa liquidità sul conto corrente, oggi, rappresenta un problema per tutti. Per il risparmiatore, perché il denaro sul conto tenderà inevitabilmente a essere eroso nel tempo dall’inflazione, e per la banca, perché quei soldi bloccati sono un costo alla luce dei tassi negativi tipici di una politica monetaria espansiva della Bce. Senza dimenticare il sistema economico tutto, sul quale gravano quasi 1.800 miliardi di euro immobilizzati, completamente incapaci di creare valore”.

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