Stai usando una versione precedente del browser. Usa una versione supportata per vivere al meglio l'esperienza su MSN.

La lezione di ‘Super Mario’ Draghi, il nuovo primo ministro italiano e l’uomo che ha salvato l’euro: come fare ‘whatever it takes’ senza fare molto

Logo Business Insider Italia Business Insider Italia 28/02/2021 Emanuele Orlando
Mario Draghi ha guidato la Banca Centrale Europea durante la peggiore crisi dell’eurozona. Thomas Lohnes/Getty Images © Fornito da Business Insider Italia Mario Draghi ha guidato la Banca Centrale Europea durante la peggiore crisi dell’eurozona. Thomas Lohnes/Getty Images
  • Mario Draghi è diverso dai suoi omologhi nel senso che non attira l’attenzione su di sé.
  • Per questo, “Super Mario”, come viene sopranominato, è l’uomo perfetto per salvare l’Italia in qualità di primo ministro.
  • Il suo mantra “whatever it takes” e la capacità di assicurare un ampio supporto lo hanno reso un leader formidabile.
 

A una prima impressione, Mario Draghi si presenta come umile. Parla raramente con la stampa, non ha un “entourage” e pare che quando viaggia porti da sé le proprie valigie.

Secondo varie testimonianze, è un uomo di famiglia che fa un tifo sfrenato per la Roma, squadra della sua città, e segue anche la pallacanestro.

Ma è anche un supereroe, inserito una volta da Forbes nell’elenco delle dieci persone più potenti al mondo, con il soprannome “Super Mario“, perché quando è il momento di prendere delle decisioni, Draghi può diventare intrepido. Come capo della Banca Centrale Europea durante la Grande Recessione, ha guidato la battaglia per la salvezza dell’Euro in quanto valuta e, potenzialmente, dell’Unione Europea in quanto entità unica. E tutto in virtù della sua umile coerenza.

Adesso Super Mario avrà bisogno di un impegno e di un coraggio simili per affrontare il prossimo livello di difficoltà: l’Italia, la terza maggiore economia dell’eurozona, si è rivolta a lui sperando che riesca a guidare un nuovo governo di unità nazionale e a trascinarla fuori dalle profondità della sua peggiore recessione economica dalla Seconda Guerra Mondiale.

La risorsa principale di Draghi per riuscire nell’impresa sarà il grande afflusso di denaro — circa 196 miliardi di euro — che l’Italia dovrebbe ricevere in fondi di aiuto dal Piano della ripresa dell’Europa. Secondo gli esperti, riceve l’incarico con buonissime referenze.

“Probabilmente, ha una visione più ampia a più approfondita dell’economia rispetto a qualsiasi altro capo di stato“, ha detto a Insider Carlo Invernizzi Accetti, professore associato di scienze politiche alla City University di New York. L’editorialista del New York Times Paul Krugman lo ha definito il “il più grande banchiere centrale dei tempi moderni”.

Draghi ha un curriculum stellare di specialista. Nato negli anni Quaranta, nell’Italia del dopoguerra, ha studiato economia al Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli anni Settanta, dove è stato il primo italiano a ottenere un dottorato in quella istituzione. Dopo aver lavorato per la Banca Mondiale dal 1984 al 1990, ha guidato il Ministro del tesoro italiano per un decennio prima di passare a un incarico nel settore privato con Goldman Sachs, diventandone vice presidente e direttore generale nel 2002. Dopo quattro anni è diventato governatore della Banca d’Italia per guidare quindi la BCE nel 2011.

“Mario Draghi è l’uomo migliore per essere primo ministro, ha salvato l’Europa, salverà l’Italia”, ha recentemente affermato in un’intervista con Bloomberg TV l’ex primo ministro Matteo Renzi. E pare che gli investitori concordino, con la Bank of America che prevede che le banche italiane guadagneranno il 30% e che i rendimenti delle obbligazioni nazionali scenderanno a un livello record con la sua nomina a primo ministro.

Con queste premesse, gli esperti credono che le competenze affinate da Draghi nel salvare la moneta europea lo aiuteranno a risolvere i problemi di un’economia che, dopo un devastante 2020, è cresciuta appena rispetto a due decenni prima.

Capire le dinamiche di leadership

Quando Draghi assunse l’incarico di capo della BCE nel novembre del 2011, sulla sua gestione pendeva la minaccia di implosione del blocco europeo. Le preoccupazioni per il mancato pagamento del debito da parte della Grecia si stavano trasformando rapidamente in potenziale minaccia di mancato pagamento del debito sovrano da parte di Italia e Spagna, con entrambe le nazioni che osservavano l’ascesa a livelli insostenibili dei propri oneri finanziari e la preoccupazione da parte degli investitori che un default o un’uscita dei due paesi dall’eurozona potesse devastarne il sistema finanziario.

Ma poi è arrivato Super Mario.

Nel luglio del 2012 a Londra, in un discorso ormai iconico, disse agli investitori e al mondo finanziario che la BCE sotto il suo mandato era pronta a fare “tutto il necessario” (whatever it takes) per salvaguardare l’euro, promettendo acquisti illimitati di titoli governativi dell’eurozona dalle nazioni fortemente indebitate attraverso la creazione di nuova moneta.

Quando Super Mario parlava, i mercati ascoltavano. Gli oneri finanziari per le nazioni dell’eurozona calarono costantemente, riuscendo efficacemente a evitare il crollo dell’euro. Le sue parole acquistarono una nuova valenza l’anno scorso, quando i politici della UE — e in Gran Bretagna — ripetevano che avrebbero fatto “whatever it takes” per sconfiggere il coronavirus. L’ombra di Super Mario incombeva potentemente.

Amy Verdun, professoressa di scienze politiche alla University of Victoria nella Columbia Britannica, Canada, pensa che la gestione così brillante della crisi da parte di Draghi sia dovuta alla sua comprensione delle dinamiche di leadership.

Draghi si rese conto che c’era un vuoto di potere in quanto, non riuscendo a raggiungere un accordo sufficiente, la struttura istituzionale della UE non facilitava le decisioni rapide”, dice a Insider. Per cui ha assunto un forte ruolo di leadership in un momento in cui molti altri non erano disposti o capaci a comandare, dimostrando di avere il coraggio e di essere all’altezza di decisioni difficili. Ciò significa che capisce il potere della leadership e come impiegarla nei momenti difficili”.

Assicurarsi un ampio sostegno

Come banchiere centrale, Draghi non solo è riuscito a gestire un’istituzione tradizionalmente lenta e rigida per adottare un approccio più interventista. È riuscito anche ad assicurarsi un ampio sostegno, facendo in modo che molti leader europei — compresa Angela Merkel, la cui gestione della crisi del debito greco è stata criticata in quanto finanziariamente troppo severa — non dicessero niente e continuassero a sostenere un massiccio programma di iniezione di liquidità che sarebbe stato inconcepibile secondo l’iniziale ortodossia della BCE.

“Ha avuto la capacità di rendersi conto dove risiede il potere e di ottenere il sostegno al momento giusto“, dice Verdun. “È segno di un’astuzia nel campo minato della politica e di una capacità di agire strategicamente che gli hanno permesso di fare bene”.

Mentre Draghi affronta l’odierno panorama politico italiano frammentato e sempre più polarizzato, tali capacità e acume saranno cruciali per assicurarsi un sostegno trasversale e mettere in atto un autentico sforzo di ricostruzione, oltre che per varare le riforme strutturali per cui lui stesso spingeva regolarmente quando era a Francoforte — un passo che innumerevoli primi ministri italiani hanno sistematicamente evitato.

Gestire un governo tecnocratico sostenuto da un ampio ventaglio di partiti politici resta un lavoro formidabile, anche per l’indomabile Draghi. Ma, come dice Verdun, “In termini di sfida, è probabilmente la persona migliore per provarci”.

Scegli tu!
Scegli tu!

Altro da Business Insider Italia

Business Insider Italia
Business Insider Italia
image beaconimage beaconimage beacon