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Meno tasse per chi lavora da casa: in Germania il governo lancia la compensazione per lo smartworking

Logo Business Insider Italia Business Insider Italia 03/12/2020 Chiara Merico
Smartworking a Berlino - Sean Gallup/Getty Images © Fornito da Business Insider Italia Smartworking a Berlino - Sean Gallup/Getty Images

Svolgere la propria attività da casa comporta costi aggiuntivi per i lavoratori: per questo in Germania chi lavora in modalità agile potrà pagare meno tasse. È quanto prevede una proposta di legge approvata dalla coalizione di governo tedesca, guidata da Angela Merkel. In base al testo, che il Bundestag dovrebbe approvare entro dicembre, chi lavora da remoto potrà godere di una deduzione fiscale pari a 5 euro per ogni giornata lavorativa, fino a un massimo di 600 euro all’anno, per coprire le maggiori spese – come quelle per gli acquisti alimentari o le utenze domestiche – dovute al lavoro da casa. Non è ancora chiaro se questo nuovo sconto fiscale possa essere applicato o meno in aggiunta alla deduzione annuale di mille euro, di cui ogni lavoratore tedesco può già usufruire per le spese relative all’attività professionale, come trasporti o capi di vestiario.

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Il ministro delle Finanze Olaf Scholz ha parlato di una proposta “positiva per i lavoratori” e che non rappresenta “una sfida impossibile per il sistema fiscale dello Stato tedesco”. Attualmente in Germania chi lavora da casa può godere di sconti fiscali solo se può dimostrare che una stanza dell’abitazione viene utilizzata esclusivamente come ufficio. Con la pandemia, però, milioni di persone hanno smesso di uscire di casa per andare al lavoro, usando i salotti e i tavoli di cucina, e si sono moltiplicate le richieste di un rilassamento delle regole. Secondo l’istituto di ricerca economica tedesco Ifo il 56% dei lavoratori  in Germania potrebbe continuare a lavorare da casa. Per questo, le leggi esistenti “non si adattano più al mondo del lavoro attuale”, come ha sottolineato il parlamentare della Csu bavarese Sebastian Brehm, secondo cui la proposta di deduzione fiscale è “una risposta flessibile” alle nuove esigenze dei lavoratori.

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Questa e altre iniziative rientrano infatti nei tentativi delle autorità tedesche di inquadrare in un contesto normativo le nuove modalità di lavoro, che si sono venute a creare a causa della pandemia, ma che con ogni probabilità resteranno anche una volta che l’emergenza sarà finita. Lo stesso ministro del Lavoro del governo federale, Hubertus Heil, ha dichiarato di voler prevedere per i lavoratori il diritto a richiedere la modalità di lavoro agile occasionalmente in futuro, dopo aver dovuto accantonare una prima proposta che prevedeva almeno 24 giorni di lavoro da casa all’anno. A mettere in pausa il progetto era stata la stessa cancelliera Merkel, secondo cui il tema necessitava di ulteriori discussioni. E pochi giorni fa Deutsche Bank aveva fatto sapere di stare valutando la possibilità che i suoi dipendenti lavorino in remoto due giorni a settimana su base permanente: una mossa di segno opposto rispetto alla proposta, lanciata il mese scorso dall’ufficio studi della stessa banca, di applicare una tassa extra a chi lavora da casa.  Sotto il cielo del lavoro agile la confusione regna ancora sovrana.


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