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Nori: non farò il corso su Dostoevskij alla Bicocca

Logo Italia Oggi Italia Oggi 03/03/2022 ItaliaOggi
© ItaliaOggi

Ancora un colpo di scena nella vicenda che per tutta la giornata di ieri ha ruotato introno alla decisione, poi rientrata, dell'università milanese Bicocca di non tenere un corso su Dostoevskij, nell'attuale cntesto di guerra tra Russia e Ucraina. La questione sembrava finita con il dietrofront dell'ateneo, ma non è cosi. Poco fa il post dellos scrittore Paolo Nori, che avrebbe dovuto tenere il corso sullo scrittore russo, ha ripaerto il caso. Il corso su Dostoevskij all'Università Bicocca non ci sarà. In un post sui suoi canali social nella tarda serata di ieri Nori ha annunciato che "il corso che avrei dovuto fare in Bicocca lo farò altrove". Una scelta, questa, che arriva a 24 ore dalla denuncia di quella che lui stesso ha definito "censura" delle lezioni sullo scrittore

russo da parte dell'ateneo milanese e il successivo passo indietro della stessa Università. Dietro la decisione ultima di Nori di non tenere il corso ci sono

le giustificazioni date dal prorettore della Bicocca. "Il prorettore di Bicocca Casiraghi racconta i motivi per cui hanno sospeso il mio corso - scrive lo stesso Nori in un post dal titolo "Scuola elementare. Per aprire la mente agli studenti" - Per 'ristrutturare il corso e ampliare il messaggio per aprire la

mente degli studenti. Aggiungendo a Dostoevskij alcuni autori ucraini'". "Non condivido questa idea che se parli di un autore russo devi parlare anche di un autore ucraino, ma ognuno ha le proprie idee. Se la pensano così, fanno bene - ha commentato Nori - Io purtroppo non conosco autori ucraini, per cui li libero dall'impegno che hanno preso e il corso che avrei dovuto fare in Bicocca lo farò altrove (ringrazio tutti quelli che si sono offerti, rispondo nel giro di pochi giorni)".

"L'Università di Milano-Bicocca è un ateneo aperto al dialogo e all'ascolto anche in questo periodo molto difficile che ci vede sgomenti di fronte all'escalation del conflitto. Il corso dello scrittore Paolo Nori si inserisce all'interno dei percorsi Beetween writing, percorsi rivolti a studenti e alla cittadinanza che mirano a sviluppare competenze trasversali attraverso forme di scrittura. L'ateneo conferma che tale corso si terrà nei giorni stabiliti e tratterà i contenuti gia concordati con lo scrittore. Inoltre, la rettrice dell'Ateneo incontrerà Paolo Nori la prossima settimana per un momento di riflessione". E' quanto si leggeva ieri in un comunicato diffuso su Twitter dall'ateneo milanese dopo che lo scrittore Paolo Nori aveva denunciato di aver ricevuto una mail con la quale la Bicocca gli comunicava che il corso che lui doveva tenere sui romanzi del celebre romanziere e filosofo russo Fedor Dostoevskij (1821-1881) era stato "rimandato" per "evitare ogni forma di polemica, soprattutto interna, in quanto momento di forte tensione" alla luce della guerra in Ucraina.

In un video pubblicato martedì sera sul suo profilo Instagram, lo scrittore parmigiano che insegna al Dipartimento di studi umanistici dello Iulm di Milano, avev spiegato aveva spiegato: "Ho ricevuto una mail dell'Università Bicocca, dove mercoledì prossimo dovevo iniziare un corso di quattro lezioni sui romanzi di Dostoevskij". La mail, letta da Nori, recitava così: "Caro professore questa mattina il prorettore alla didattica mi ha comunicato la decisione, presa con la rettrice, di rimandare il percorso su Dostoevskij. Lo scopo è quello di evitare ogni forma di polemica, soprattutto interna, in quanto momento di forte tensione". In un crescendo di commozione, Nori aveva iniziato la sua diretta sul social, parlando della cancellazione della presenza ad un festival a Reggio Emilia di un fotografo russo che tra l'altro si è schierato contro la guerra in Ucraina. "Essere russi oggi in Italia è come se fosse una colpa, è una cosa che io non riesco a capire" aveva affermato Nori, aggiugendo poi a proposito del suo corso, "non solo essere un russo vivente è una colpa oggi in Italia, ma anche essere un russo morto, che quando era vivo è stato condannato a morte nel 1849 perché aveva letto una cosa proibita. Quello che sta succedendo in Ucraina è una cosa orribile e mi viene da piangere solo a pensarci. Ma queste cose che stanno succedendo in Italia sono cose ridicole. Un'università italiana che proibisce un corso di Dostoevskij, è una cosa da non credere".

Il ministro dell`Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, aveva contattato ieri mattina lo scrittore e la rettrice dell`Università Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, per avere chiarimenti. "Bene che l`Università Milano-Bicocca abbia rivisto la propria decisione" aveva detto il ministro: "È molto importante che si tengano le lezioni di Paolo Nori, con l`appoggio dell`ateneo. Dostoevskij è patrimonio dal valore inestimabile e la cultura resta libero terreno di scambio e arricchimento. Il ministero dell`Università e della Ricerca promuove il fondamentale ruolo delle università come luogo di confronto e di crescita comune, ancora di più in una situazione così delicata".

La decisione dell'università milanese era stata accolta da numerose polemiche e critiche.

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