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Quirinale, Claudio Martelli: Draghi resta il miglior candidato

Roma, 26 gen. (askanews) - Draghi al Quirinale, perché è "il candidato migliore" che c'è al momento e perché diventerebbe "il centro di gravità permanente". Parla ad askanews Claudio Martelli, direttore dell'Avanti, nel terzo giorno delle elezioni del nuovo presidente della Repubblica. "La politica italiana è nota per la sua imprevedibilità, non si sa mai come vanno a finire le cose. A Roma si dice che finisce a tarallucci e vino, magari qualche accordo pasticciato si trova. Non so se sarà cosi sinceramente. Mi auguro che venga eletto il migliore candidato che c'è, ovvero Mario Draghi". "Mi sono convinto - sottolinea Martelli - che ci vuole un centro di gravità permanente al Quirinale. Per sette anni il presidente della Repubblica è arbitro dei destini politici della Nazione, ed è bene che li ci sia la persona di maggior valore che possiamo mettere in campo oggi, di maggiore credibilità internazionale e che ha dimostrato in questo anno di saper affrontare pragmaticamente le questioni, non approcci ideologici, non propagandistici, non promesse vane". Casellati è un nome secondo lei di possibile convergenza per il centrosinistra? "Intanto è una donna. Mi sembra abbia un profilo moderato, è una candidatura credibile. Non ho dubbi. Che poi si trovi su di lei un accordo non so, innanzitutto sul centrodestra e poi anche col centrosinistra. Mi pare una impresa non facile, ma è possibile". Draghi è in panchina. Secondo lei tornerà in campo? "Me lo auguro, sono un osservatore e ho visto i vantaggi della sua presidenza in governo. E mi sembra che si potrebbero proiettare sulla sua ascesa al Quirinale. Ci sono candidati migliori? Non credo. Ci sono candidati più probabili? Può darsi". Mattarella bis, per Martelli, è da escludere: "Mattarella? Eleggere qualcuno che in modo risoluto, perentorio, ripetuto ha fatto capire nè per ragioni istituzionali nè personali - sette anni al Quirinale stancano - e poi penso che sia prevalente la riflessione di Mattarella costituzionalista. Sette anni sono già tanti, replicarli sarebbe troppo...si dà vita a un regno, non a una Repubblica".
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