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Turismo, tendenze a sorpresa nella ripartenza post-Covid

Logo La Stampa La Stampa 27/08/2021 luigi grassia
Niente sarà più come prima: il turismo sta uscendo trasfigurato dalla crisi del Covid, anche perché (è un paradosso) proprio alcuni dei fattori di forza del settore nell’Italia pre-pandemia si sono rivelati dei talloni d’Achille quando il virus si è msso a imperversare. “Rethinking tourism”, un rapporto pubblicato dall’agenzia di comunicazione e marketing I SAY di Roma, rileva che «dopo quasi dieci anni di crescita ininterrotta, il travel & tourism si è trovato a fronteggiare la crisi più grave di sempre. L’impatto del Covid-19 sul settore è stato 11 volte quello della crisi economico-finanziaria del 2008».  Un evento di questo tipo ha significato, per alcuni modelli turistici europei, affrontare alcune contraddizioni che già ne minavano la tenuta nel lungo periodo. Nel caso dell’Italia, l’eccessiva dipendenza dal turismo straniero – certificata dal “sorpasso” del 2017, quando le presenze straniere hanno superato quelle dei residenti, e lì per lì è sembrato un lieto evento – si è tradotta in un duro colpo per le città d’arte, quasi deserte nella prima estate dopo i lockdown. L’avvio delle campagne vaccinali di massa e la rapida adozione del green pass hanno consentito di riavviare, almeno parzialmente, l’industria turistica. Sebbene i viaggi internazionali non siano ancora ritornati ai livelli pre-Covid – e difficilmente, nel breve periodo, si potrà raggiungere questo traguardo – è possibile individuare una ripresa per ciò che concerne gli spostamenti nazionali ed europei. La pandemia ha profondamente cambiato le preferenze e le abitudini degli italiani, che hanno riscoperto il piacere di trascorrere le vacanze nel Belpaese: più del 90%, nel 2020 e anche nel 2021, ha scelto l’Italia come meta della villeggiatura. Una vacanza che presenta quattro caratteristiche ben definite: sicura, flessibile, sostenibile, di prossimità. Aspetti che mettono in evidenza come si sia verificato un radicale cambiamento psicologico nell’approccio alle vacanze, e tale cambiamento ha alcune caratteristiche che possono sorprendere: «Il turista pre-Covid era iperconnesso – dice il rapporto di I SAY – e soffriva dell’ansia sociale caratterizzata dal desiderio di rimanere sempre in contatto con contesti sociali gratificanti da condividere. Nel turista post-Covid, invece, cresce la voglia di disconnessione e la volontà di riscoprire luoghi intimi: un viaggio meno spettacolarizzato e più autentico». Un’altra tendenza, inoltre, emerge e si consolida: nella pianificazione, la vacanza è sempre più digitale. La digitalizzazione si unisce ad un elemento che cambia le “regole del gioco” per gli host come per i clienti: la fine del monopolio delle OTA. «Il crollo del volume d’affari per piattaforme come Expedia e Booking è andato di pari passo con una forte ripresa delle prenotazioni dirette tramite siti proprietari delle strutture ricettive. Pertanto dice il rapporto – la disintermediazione della domanda e dell’offerta costituirà un elemento fondamentale per una strategia digitale vincente nel settore turistico».

Video: Turismo estivo, prova generale per l'inverno riuscita (Ansa)

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