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Auto elettriche? Ecco perchè gli italiani non le comprano

Logo La Repubblica La Repubblica 24/02/2022 di Graziella Marino

ROMA - Le auto elettriche? Gli italiani sono ben disposti all’acquisto ma per passare dalle intenzioni ai fatti aspettano che il prezzo scenda significativamente, perché attualmente il divario rispetto alle vetture termiche è ancora di circa il 30%. La svolta potrebbe esserci nel 2030, quando si prevede un annullamento dell’attuale gap di prezzo anche per i modelli dei segmenti più economici, e quindi più accessibili. Tra 8 anni quindi le nuove immatricolazioni di auto elettriche potrebbero rappresentare in Italia il 51% della domanda totale. E nel 2050 addirittura il 77%, ovvero quasi 4 automobilisti su 5 potrebbero acquistarne una.

E’ lo scenario che emerge dal report “ La mobilità elettrica: inevitabile o no? Analisi dal punto di vista dei consumatori ”, realizzato da Motus-E e Quintegia, con il sostegno della Fondazione Europea per il Clima. Il report, che analizza l’opinione di 14.052 consumatori tra Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, Polonia e Paesi Bassi, di cui 2.004 solo in Italia, sostiene che il fattore determinante per l’acquisto di un’auto elettrica è il prezzo, mentre l’autonomia, la ricarica e i costi di esercizio risultano aspetti secondari. Occorre quindi accelerare il raggiungimento della parità di prezzo, che dipende essenzialmente dalla riduzione del costo delle batterie, dall’introduzione nel mercato di modelli appartenenti a segmenti più bassi e dall’utilizzo di piattaforme dedicate, che permetterebbe alle case auto un risparmio nel costo di produzione tra il 10 e il 30%. Se i costruttori utilizzassero esclusivamente piattaforme dedicate ai veicoli elettrici, la parità di prezzo tra alimentazioni si raggiungerebbe entro il 2028, portando la domanda di elettrico all’80% già nel 2030. A questo scopo anche gli incentivi e le iniziative a livello statale ed europeo continueranno a giocare un ruolo importante.

Dal sondaggio emerge inoltre che i consumatori non reputano un’alternativa convincente rispetto alle auto elettriche né i carburanti sintetici né l’idrogeno. I carburanti sintetici – sottolinea lo studio - sono circa l’80% più costosi dei carburanti tradizionali e si stima che non possa essere raggiunta una parità di prezzi almeno prima del 2037. Per fare un confronto con le auto elettriche, nel 2030 i costi totali delle auto tradizionali alimentate da carburanti sintetici sarebbero il 23% più alti. Quindi se tra il 2025 ed il 2035 venissero introdotti nel mercato i carburanti sintetici, l’alimentazione a zero emissioni più richiesta dai consumatori sarebbe comunque l’elettrico. Scenario che si riprodurrebbe anche se dal 2025 venisse introdotto nel mercato un numero consistente di modelli di auto a idrogeno (soprattutto nei segmenti medio-alti) che, si stima, avrebbero un sovraprezzo medio di 12.000 euro rispetto ad un’auto elettrica, destinato a scendere nel 2040 a 4.800 euro.


Video: Auto, tornano gli incentivi (Mediaset)

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Anche l’accesso all'infrastruttura di ricarica pubblica, spesso citato come uno dei principali ostacoli all'acquisto di un’auto elettrica, secondo il 63% degli intervistati non sarebbe un ostacolo all’acquisto di un’auto elettrica se ci fossero sufficienti punti di ricarica rapida in tutte le stazioni di servizio. Inoltre, per il 77% è importante avere accesso ai punti di ricarica nei luoghi che visita (es. parcheggi pubblici in centro città) e il 72% farebbe lunghi viaggi con un’auto elettrica se ci fossero colonnine di ricarica veloce in autostrada e nelle arterie principali.

Lo studio evidenzia invece una propensione all’acquisto di un’auto elettrica inferiore del 12% se i consumatori non avessero accesso alla ricarica domestica. In particolare, per far prendere in considerazione il suo acquisto ai consumatori che non hanno accesso alla ricarica privata, un’auto elettrica dovrebbe costare in media 4.600 euro in meno rispetto alle alimentazioni alternative. Anche l’autonomia delle batterie, pur rilevante, non è ritenuta dallo studio un fattore determinante nella scelta di acquisto. È stato calcolato che se il prezzo di acquisto e i costi di esercizio delle varie alimentazioni fossero uguali, la maggior parte dei consumatori acquisterebbe un’auto elettrica se l’autonomia fosse compresa tra 270 e 635 km. Disegnato questo scenario, lo studio conclude sostenendo che la transizione verso l’elettrico è inevitabile. Pertanto, si raccomandano le istituzioni a non disperdere gli investimenti su altre alimentazioni, per esempio i carburanti sintetici o l’idrogeno, che dovrebbe essere limitato al trasporto pesante, ma di concentrarli nella transizione verso l’elettrico. Per favorire il prima possibile la parità del prezzo di acquisto ed il potenziamento dell’infrastruttura di ricarica pubblica e per agevolare l’installazione di ricarica domestica.

Per investire le risorse in maniera efficiente è necessario però disegnare un piano di supporto allo sviluppo dell’elettrico preciso e dettagliato, mettendo a sistema tutti i principali attori coinvolti nella transizione, i consumatori privati e business, le case automobilistiche, le società di erogazione di energia, le aziende della filiera e gli enti pubblici. Non certo un compito facile

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